Penisola Sorrentina, svolta per la mobilità: c’è il progetto per un interporto

Tiziano Valle,  

Penisola Sorrentina, svolta per la mobilità: c’è il progetto per un interporto

Sorrento. Un’area di dodicimila metri quadrati dove destinare tutti i pullman turistici che arrivano in penisola per liberare il centro cittadino di Sorrento dal traffico e dallo smog, favorendo lo sviluppo di una mobilità green per i collegamenti con i luoghi d’interesse e il porto. E’ questo l’ambizioso progetto a cui stanno lavorando le società Autolinee Torquato Tasso, dell’imprenditore Alfonso Ronca, e Alilauro Gruson, del comandante Salvatore Di Leva, in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli.L’impegno di Ronca e Di Leva punta a risolvere un problema atavico a Sorrento, dove ogni anno si registrano polemiche e discussioni sul tema della mobilità a causa dell’enorme afflusso di mezzi turistici che invadono le strade del centro cittadino, rendendo pressoché impossibili gli spostamenti per i residenti costretti a sopportare anche l’inquinamento acustico e ambientale.

Il progetto. Alilauro Gruson e Torquato Tasso hanno creato la rete d’imprese Società Turismo Sorrento che ha varato il progetto Interporto Turistico Sorrento “Smart Mobility”. Un piano che ruota attorno a un’area di dodicimila metri quadrati sita in via San Renato, attualmente utilizzata come terminal per i pullman della famiglia Ronca. Proprio quell’area dovrebbe trasformarsi nella porta d’accesso della città di Sorrento, diventando un hub in grado di gestire l’arrivo e la partenza dei turisti dalla penisola sorrentina. In sostanza, chi deve trascorrere le proprie vacanze in costiera potrebbe trovare la possibilità di parcheggiare in sicurezza il proprio mezzo e poi usufruire di una serie di servizi per raggiungere le strutture ricettive o i luoghi d’interesse. In quell’area, soprattutto, dovrebbero essere destinati tutti i pullman turistici che oggi percorrono le strade del centro cittadino, causando gravi problemi al trafficoIl trasferimento dei turisti verso le strutture ricettive e i luoghi d’interesse verrebbe garantito attraverso mezzi più piccoli, a ridotto impatto ambientale, ibridi o elettrici.

La mobilità integrata. Il progetto esalta il concetto di trasporto intermodale e punta ad avviare un percorso destinato a favorire anche gli spostamenti verso la costiera amalfitana o le isole del golfo di Napoli. L’accordo tra le società degli imprenditori Di Leva e Ronca, infatti, garantirebbe un collegamento diretto tra l’hub di via San Renato e il porto di Sorrento. Ai turisti verrebbe offerta la possibilità – già nell’area di sosta – di prenotare e acquistare ticket per gli aliscafi diretti verso Capri, Ischia, Napoli, Positano, Amalfi, Procida e Castellammare, che regolarmente garantisce la Alilauro Gruson. Un vantaggio non di poco conto se si considera che oggi tantissimi pullman partono quotidianamente dalla penisola sorrentina per raggiungere la costiera amalfitana, causando gravi disagi al traffico veicolare lungo la statale. Senza contare le lunghissime code che si formano al porto di Sorrento per via dei numerosi turisti che invece devono acquistare i ticket necessari per il viaggio.

I servizi Ai turisti oltre che la possibilità di usufruire dei trasporti di linea per i collegamenti con le strutture ricettive o i luoghi d’interesse, verrebbe offerta anche la possibilità di spostarsi a bordo di mezzi a noleggio. Nell’hub di via San Renato, infatti, sarebbe garantito un servizio di car, scooter e bike sharing. Si tratterebbe, ovviamente, di mezzi ibridi o elettrici che consentirebbero di migliorare sensibilmente l’impatto ambientale nel centro cittadino. L’interporto, inoltre, sarebbe dotato delle colonnine necessarie per le ricariche elettriche dei mezzi.L’investimentoIl progetto verrebbe finanziato completamente dai privati, anche se appena è cominciata a circolare la notizia del piano di mobilità sostenibile realizzato dalla rete d’imprese Società Turismo Sorrento si è palesato anche l’interessamento di Eav, partecipata pubblica della Regione Campania. Il progetto d’altronde è coerente con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, soprattutto nell’ottica della transizione ecologica. Con l’interporto, Sorrento potrebbe ambire a diventare una città dove il turismo avrebbe un impatto ambientale decisamente ridotto e sempre più orientata verso una mobilità green.Non a caso, la sinergia tra i gruppi degli imprenditori Di Leva e Ronca ha già attirato l’interesse di tour operator pronti a investire nel progetto. I servizi garantiti dall’interporto andrebbero ad arricchire i pacchetti turistici da proporre all’estero.

I tempi. Secondo lo studio condotto dai professionisti che hanno lavorato al progetto occorrerebbe circa un anno e mezzo per trasformare l’area di via San Renato in un interporto turistico. Sempre nel rispetto dell’ambiente, l’area verrebbe alimentata da pannelli solari e dotata di luci a led, barriere automatizzate, videosorveglianza a circuito chiuso (oltre che ad operatori addetti alla sorveglianza dei veicoli). Inoltre all’esterno dell’hub verrebbe allestito un tabellone a led per indicare la capienza residua e il tariffario per la sosta. E soprattutto è previsto lo sviluppo di un’app dedicata a disposizione degli utenti, per avere preliminarmente tutte le informazioni utili.Nelle prossime settimane, dunque, cominceranno i confronti anche con le amministrazioni pubbliche, a partire dal Comune di Sorrento e dalla Regione Campania, impegnata a trovare soluzioni per il problema della mobilità in penisola sorrentina.

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