Alberto Dortucci

Operaio di Torre del Greco muore sul lavoro: aperta un’inchiesta

Alberto Dortucci,  
Luigi Romano «investito» da un getto di vapore in un’azienda di Lavello: aveva 36 anni. Inutile il ricovero al Cardarelli, fatali le ustioni sul 90% del corpo. Indagato imprenditore

Operaio di Torre del Greco muore sul lavoro: aperta un’inchiesta
Luigi Romano, operaio di Torre del Greco

Torre del Greco. Il trasferimento in un’azienda conserviera a due ore di auto da casa era stato accolto come una benedizione dal cielo, un’occasione per tornare a stretto contatto con i propri familiari dopo una breve parentesi lavorativa al Nord. Era lo scorso mese di luglio e per Luigi Romano – 36 anni, sposato e padre di due bambini – si era aperto un nuovo capitolo della propria vita. Un capitolo interrotto a soli due mesi di distanza, a causa di un incidente su cui ora dovrà fare piena luce la procura di Potenza. L’operaio di Torre del Greco è morto sul posto di lavoro, investito da un getto di vapore fuoriuscito da una caldaia dello stabilimento della Eugea Mediterranea di Lavello, in Basilicata.

L’incidente e il calvario

La tragedia capace di spezzare l’armonia di un’intera famiglia e di scuotere due comunità – la moglie di Luigi Romano è originaria di Angri – ha avuto inizio intorno alle 8.30 di martedì 13 settembre. Quando Luigi Romano – secondo la prima ricostruzione degli investigatori – sarebbe stato letteralmente travolto da un getto di vapore fuoriuscito dalla sala caldaia dell’azienda conserviera. Nonostante le ustioni sul 90% del corpo, l’operaio di Torre del Greco era riuscito a chiedere aiuto: soccorso da alcuni colleghi e poi dal personale del 118 «Basilicata soccorso». Immediato il trasferimento all’ospedale San Carlo di Potenza e poi – a causa della gravità delle ferite – al centro grandi ustionati del Cardarelli di Napoli. Il trentaseienne ha lottato tra la vita e la morte per 48 ore, poi il suo cuore si è fermato per la disperazione della moglie e dei familiari.

L’inchiesta a Potenza

Sulla tragedia la procura di Potenza ha aperto un’inchiesta per valutare eventuali responsabilità per la morte dell’operaio. Al momento, risulta indagato solo il responsabile dello stabilimento – un atto dovuto, in attesa degli accertamenti ordinati dal pubblico ministero a capo delle indagini – mentre la famiglia di Luigi Romano si è affidata per l’assistenza legale all’avvocato Luigi Mennella. Nei giorni scorsi è stata eseguita l’autopsia, i cui risultati saranno noti tra 60 giorni.

L’ultimo saluto

Ieri mattina, all’interno della basilica di Santa Croce, lo struggente addio all’operaio. Davanti alla moglie, ai figli e ai genitori in lacrime è stata una familiare dell’operaio a ricordare dall’altare Gigi, come veniva semplicemente chiamato da amici e parenti il 36enne: «Da quella maledetta telefonata tutta la nostra vita è cambiata, stravolta – le parole della donna – È ingiusto morire sul lavoro, eravamo convinti ce l’avresti fatta. Dobbiamo trovare la forza, ma ci dovrai aiutare Gigi». Poi il messaggio della moglie: «Amore mio vorrei dirti tante cose, il destino ci ha giocato per noi un brutto scherzo. Ci sei sempre stato, fino all’ultimo messaggio. Insegnerò ai nostri figli tutto ciò che hai insegnato a me, ricorderò a tutto il mondo di essere stata la moglie di un grande uomo».

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