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Clima rovente a Bagnoli, dove le proteste contro i lavori legati all’America’s Cup sono sfociate in tensioni e scontri con le forze dell’ordine. Un agente di polizia è rimasto ferito alla testa durante il tentativo di sfondamento della prima barriera predisposta davanti alla sede della X Municipalità, mentre all’interno era in corso il Consiglio comunale monotematico dedicato alla rigenerazione dell’area. Secondo quanto ricostruito, circa cento manifestanti hanno cercato di superare il cordone di sicurezza. Nel parapiglia, un poliziotto è stato colpito alla testa. Le forze dell’ordine hanno fermato uno degli attivisti che avrebbe divelto una transenna metallica posta a protezione dell’edificio.
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Pentole, fischietti e cori contro le istituzioni – All’esterno della Municipalità, gli attivisti hanno dato vita a una protesta rumorosa, impugnando pentole, coperchi e fischietti. Dalla strada si sono levati cori per invocare le «dimissioni» del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La contestazione si concentra sull’organizzazione della Coppa America e sui lavori di bonifica e riqualificazione dell’ex area industriale, interventi che una parte dei residenti considera impattanti e poco condivisi con il territorio.
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Il Consiglio monotematico e il nodo bonifiche – Dentro l’aula, intanto, si è aperta la seduta dedicata al futuro dell’area ex Italsider, alla colmata a mare e agli interventi previsti in vista dell’America’s Cup. A guidare il confronto è stato lo stesso Manfredi, anche commissario di governo per il Sin Bagnoli-Coroglio. Prima dell’inizio dei lavori, il sindaco ha ribadito la propria posizione: «Io sono sempre aperto al dialogo con tutti, però dobbiamo parlare di dati tecnici, fatti scientifici, perché altrimenti se si continua a parlare di ideologia alla fine continueremo altri 30 anni a tenere Bagnoli così ed io non voglio essere complice di un fallimento». Parole che segnano una linea netta tra l’amministrazione e i contestatori. Manfredi ha spiegato che l’impostazione dell’intervento resta quella delineata dal Programma di risanamento ambientale e rigenerazione urbana (Praru), approvato nel 2019. «Nella mia relazione ribadirò l’impostazione iniziale, noi stiamo realizzando nei fatti quanto previsto dal Programma di risanamento ambientale di rigenerazione urbana (Praru), che è stato approvato nel 2019. Tutta la bonifica è stata finalizzata, ovviamente, alle destinazioni in uso che erano previste».
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La scelta sulla colmata e il tema dei dragaggi – Uno dei punti più contestati riguarda la decisione di conservare la colmata a mare. «L’unica cosa che è cambiata è la conservazione della colmata, perché nella valutazione ambientale che è stata fatta dal ministero ci è stato suggerito che l’eliminazione della colmata avrebbe avuto un impatto ambientale molto più grande rispetto al tombamento. Garantendo la stessa sicurezza ambientale, abbiamo trovato una soluzione che fosse più adatta alla sostenibilità dell’intervento», ha spiegato il sindaco. Sul tema dei dragaggi, parte integrante della bonifica, Manfredi ha aggiunto: «Dopo l’esame del materiale di risulta, quello che mostrerà tracce di contaminazione, verrà trasferito all’estero via mare. Se si fosse tolta la colmata, bisognava portare via 1,4 milioni di metri cubi di materiale, che richiedevano 200mila camion e un lavoro di quattro anni. Sarebbe stata un’opera irrealizzabile».
Una frattura ancora aperta – La giornata si è così trasformata nell’ennesimo capitolo di una vicenda che da decenni divide la città. Da un lato l’amministrazione, che rivendica la svolta dopo anni di immobilismo; dall’altro una parte del territorio che teme scelte calate dall’alto e impatti ambientali non del tutto chiariti. Mentre l’aula discute, fuori resta la tensione. E Bagnoli continua a essere il simbolo di una sfida complessa: coniugare bonifica, sviluppo e consenso in un quartiere che attende risposte da oltre trent’anni.