Castellammare. La castagna del Monte Faito sarà Igp
IL RICONOSCIMENTO
17 aprile 2026
IL RICONOSCIMENTO

Castellammare. La castagna del Monte Faito sarà Igp

Il sindaco Vicinanza esulta per il parere della Regione
Tiziano Valle

Un passo decisivo per la valorizzazione del patrimonio agricolo e un simbolo di speranza che fiorisce dal ricordo. La Regione Campania ha espresso parere favorevole alla richiesta di riconoscimento della Castagna del Monte Faito IGP, un via libera che accoglie con entusiasmo il lavoro svolto dal comitato promotore e dai comuni del comprensorio.

 

Il trionfo del territorio

Il riconoscimento premia una sinergia istituzionale che ha visto compatti i comuni di Pimonte, Castellammare di Stabia, Vico Equense, Gragnano, Lettere e Casola di Napoli. In una nota ufficiale, l’amministrazione stabiese ha espresso profonda soddisfazione per il risultato, sottolineando come l’iter di registrazione del marchio sia il frutto di un impegno corale volto a tutelare un’eccellenza che è, allo stesso tempo, risorsa economica e identità culturale.

 

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Tra dolore e speranza: il commento del sindaco

La notizia è giunta in una data carica di emotività per la città. Il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, ha voluto legare questo successo burocratico e agricolo al ricordo della tragedia della funivia del Faito, di cui ricorre l’anniversario. «Questa notizia giunge in un momento particolarmente simbolico: l’anniversario di una ferita ancora viva nella nostra memoria collettiva», ha dichiarato Vicinanza. «In una giornata dedicata al ricordo, l’ulteriore passo avanti verso l’IGP rappresenta un segnale di rinascita che ci aiuta a guardare al futuro con fiducia».

 

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Verso il marchio europeo

L’ok della Regione rappresenta lo snodo cruciale per l’approvazione definitiva del marchio di Indicazione Geografica Protetta. Per i produttori della zona, l’IGP non sarà solo un bollino di qualità, ma uno strumento di protezione contro le contraffazioni e un volano per il turismo enogastronomico sul gigante lattaro. In un momento in cui la montagna cerca nuovi percorsi di rilancio, la “bionda” del Faito si candida a diventare il vessillo di una comunità che, pur non dimenticando le proprie ferite, sceglie di ripartire dalle proprie radici più autentiche.