Castellammare, assunzioni e nomine in giunta: minoranza all’attacco
A quasi due anni dall’insediamento dell’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Vicinanza, il clima politico a Castellammare di Stabia resta acceso. I consiglieri di minoranza hanno presentato due interrogazioni consiliari chiedendo chiarimenti su alcune scelte amministrative, sollevando dubbi su trasparenza, gestione delle risorse e organizzazione interna. Nel mirino dell’opposizione, innanzitutto, la composizione della giunta comunale.
«La presenza di soli due assessori residenti a Castellammare di Stabia su sette complessivi appare in netta contraddizione con lo slogan “Grande Stabia”», si legge nel comunicato diffuso dai consiglieri, che sottolineano come tale impostazione finisca per «mortificare competenze, conoscenza del territorio e rappresentanza diretta della comunità locale». Non mancano rilievi anche sull’operato di alcuni assessori. Secondo la minoranza, emergerebbe «una percezione diffusa di scarsa incisività amministrativa», accompagnata da «difficoltà nel riscontro alle istanze dei cittadini e una limitata visibilità dell’azione amministrativa».
Un quadro che, sempre secondo i firmatari del documento, avrebbe generato «disorientamento persino tra gli stessi uffici comunali», anche in considerazione del fatto che «alcuni di essi sono mesi che non vi fanno accesso». Critiche mirate riguardano poi deleghe ritenute strategiche, come quella al turismo. In questo caso, i consiglieri parlano di «criticità nella gestione» che richiederebbero «maggiore presenza, attenzione e capacità di interlocuzione istituzionale», elementi che – sostengono – non sarebbero stati pienamente riscontrati. Da qui la decisione di formalizzare due interrogazioni consiliari. La prima punta a fare luce sulla nomina del capo staff del sindaco. «Si tratta di un incarico che comporta un corrispettivo annuo di circa 22mila euro – evidenziano – rispetto al quale riteniamo necessario comprendere criteri di selezione, funzioni svolte e risultati conseguiti».
La seconda interrogazione riguarda invece la posizione di un dipendente proveniente dal Comune di San Giorgio a Cremano, impiegato a “scavalco” presso l’ente stabiese. Anche in questo caso, l’opposizione chiede chiarezza: «Si richiedono chiarimenti puntuali circa le attività effettivamente svolte, gli atti prodotti e l’impatto economico complessivo per l’Ente». I consiglieri ribadiscono che l’iniziativa non ha finalità polemiche, ma mira a rafforzare i principi di buona amministrazione. «L’obiettivo è esclusivamente quello di rafforzare i principi di trasparenza, efficienza e responsabilità amministrativa», si legge nel documento, con l’invito a rendere «ogni scelta politica e gestionale pienamente comprensibile, giustificata e orientata al bene comune».

