Tentato colpo in banca a Pomigliano, caccia ai banditi
Non accenna a placarsi l’offensiva della criminalità contro gli istituti di credito della provincia di Napoli. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, si è consumato nel cuore della notte tra il 20 e il 21 aprile, trasformando via Terracciano a Pomigliano D’Arco nel teatro di un assalto che solo per un soffio non si è trasformato in un colpo riuscito.
La dinamica dell’assalto
Intorno alle ore 4:00, una banda di ignoti è entrata in azione puntando alla filiale della Banca Intesa. La tecnica utilizzata è stata brutale e diretta: i malviventi, armati di una pesante leva di metallo, hanno forzato e divelto la porta d’ingresso principale dell’istituto. Una volta all’interno, i criminali si sono scagliati contro una delle casse automatiche, tentando di scardinarla per accedere al contante.
La sicurezza ha funzionato
Tuttavia, i sistemi di sicurezza e la resistenza del dispositivo hanno retto l’urto. Dopo concitati minuti di tentativi infruttuosi, e con il rischio imminente dell’arrivo delle forze dell’ordine, la banda è stata costretta alla fuga a mani vuote, dileguandosi nell’oscurità prima che le pattuglie potessero intercettarli.
Indagini in corso
Sul luogo del tentato furto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia e del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna. I militari hanno immediatamente avviato i rilievi tecnici per isolare eventuali tracce biologiche o impronte lasciate dai rapinatori. Un contributo fondamentale alle indagini è atteso dall’analisi dei filmati della videosorveglianza, sia interna alla banca che cittadina, per ricostruire il percorso di fuga dei banditi.
L’ombra della “Banda del Buco”
Il raid di Pomigliano riaccende i riflettori sulla vulnerabilità degli sportelli bancari nel napoletano, seguendo di pochi giorni l’eclatante colpo di Piazza Medaglie d’Oro, nel quartiere Vomero. In quell’occasione, i criminali avevano mostrato una perizia tecnica superiore, utilizzando la cosiddetta “tecnica del buco” attraverso il sistema fognario per sottrarre circa 80mila euro. Se a Napoli l’azione è stata “chirurgica”, a Pomigliano è prevalsa la forza bruta, segno di una criminalità che diversifica i metodi ma mantiene lo stesso, costante obiettivo: il cuore finanziario del territorio.

