ESCLUSIVA M+ | Pontile abusivo al porto di Castellammare gestito dalla camorra: a giudizio i Fontana
Scacco al gruppo criminale del rione dell’Acqua della Madonna Ricostruita una spedizione punitiva contro un ormeggiatore
«Non abbiamo mai fatto estorsioni, al porto lavoravamo duramente». Lo hanno dichiarato ieri mattina in aula Mauro e Francesco Fontana, detenuti dallo scorso anno con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo camorristico ai danni di un ormeggiatore del porto borbonico di Castellammare di Stabia.
ESCLUSIVA M+ | Pontile abusivo al porto di Castellammare gestito dalla camorra: a giudizio i Fontana
Scacco al gruppo criminale del rione dell’Acqua della Madonna Ricostruita una spedizione punitiva contro un ormeggiatore
I due imputati, collegati in videoconferenza dalle case circondariali dove sono reclusi, hanno fornito la loro versione dei fatti rispetto alle contestazioni mosse dall’Antimafia. Francesco e Mauro Fontana hanno ribadito di non aver mai posto in essere condotte estorsive ai danni della presunta vittima, sostenendo invece di essere suoi dipendenti e che le somme percepite rappresentavano semplicemente il compenso per il lavoro svolto.
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Una linea difensiva che il collegio, rappresentato dagli avvocati Olga Coda e Raffaele Pucci, porta avanti sin dall’inizio del processo. Secondo l’Antimafia, invece, i due imputati avrebbero costretto l’imprenditore a versare quotidianamente somme di denaro, avvalendosi della forza intimidatoria del clan Fontana, gruppo attivo nel rione Acqua della Madonna.
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A sostegno di questa tesi vi sono numerose intercettazioni telefoniche e una sentenza della Cassazione che ha condannato Francesco Fontana a otto anni di reclusione per altre estorsioni ai danni della stessa vittima. Il tribunale del Riesame, al quale la difesa si era rivolta per ottenere l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare, ha confermato l’impianto accusatorio.
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L’inchiesta, condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata, è sfociata in un blitz lo scorso anno, quando i due imputati furono arrestati. Nello stesso giorno, alcuni loro familiari si recarono sulla banchina del porto, vandalizzando l’ufficio dell’imprenditore, che ha poi denunciato i presunti soprusi subiti, confermandoli anche in aula. Alla prossima udienza, fissata per il mese di giugno, saranno ascoltati i testimoni indicati dalla difesa. Successivamente si procederà con la requisitoria dell’Antimafia.