Basket, Scafati sogna il ritorno in serie A: basta una vittoria a Rimini
La corsa si è ridotta a quaranta minuti. Ultimo atto della regular season, ultima curva prima del traguardo: la Givova Scafati arriva a Rimini con il destino stretto tra le mani e un’intera città che spinge alle spalle. Vincere significherebbe prendersi tutto, senza calcoli, senza dover volgere lo sguardo ai risultati degli altri campi.
Un successo che varrebbe la promozione diretta in Serie A, a prescindere da ciò che accadrà a Livorno, dove Pesaro condivide la vetta, e dal cammino della Fortitudo, che insegue due punti più sotto ma con il vantaggio degli scontri diretti.È una settimana diversa dalle altre, si respira nelle strade e nei bar dell’Agro nocerino-sarnese. L’entusiasmo è cresciuto di pari passo con le otto vittorie consecutive, alimentato da una squadra che ha saputo costruire identità e solidità proprio nel momento decisivo della stagione.
Il successo netto nel derby contro Avellino ha rappresentato molto più di due punti: è stata una prova di forza, una dichiarazione d’intenti, la conferma di una maturità ormai acquisita.Alla Beta Ricambi Arena – PalaMangano, nell’ultima uscita casalinga, Scafati ha dominato dal primo all’ultimo possesso, imponendo ritmo e fisicità, trovando risposte diffuse da tutto il roster.
Cinque uomini in doppia cifra, nove a referto: numeri che raccontano una coralità diventata arma principale. Ma soprattutto, la sensazione costante di controllo, anche nei momenti in cui Avellino ha provato a rientrare.«Abbiamo fatto un ulteriore passo in avanti, davanti a un pubblico straordinario», ha sottolineato Frank Vitucci al termine della gara. «La squadra ha interpretato bene la partita, restando fedele al piano e mettendo in campo grande abnegazione.
Sono orgoglioso di questi ragazzi». Parole che pesano, perché arrivano alla vigilia della sfida più importante. «Ora testa a Rimini: è una grande occasione, ma serviranno attenzione e lucidità. Non è l’ultima chance, ma vogliamo giocarci al meglio questa possibilità».Rimini, dunque, come spartiacque. Non solo per il valore dell’avversario, ma per ciò che rappresenta. Scafati ci arriva con l’inerzia giusta, con una striscia aperta e con la consapevolezza di aver costruito passo dopo passo la propria occasione. Fino a qualche settimana fa, come ha ammesso lo stesso Vitucci, uno scenario simile appariva lontano. Oggi è realtà.E allora sarà anche una prova emotiva, oltre che tecnica. Perché la pressione esiste, ma è figlia dell’ambizione. E perché dietro questa squadra c’è una piazza che ha riscoperto entusiasmo e orgoglio, pronta a seguire anche in trasferta l’ultimo capitolo di una stagione già straordinaria. Novanta metri di campo, quaranta minuti di gioco: dentro, tutto.

