Maxi sequestro da 8 milioni a un imprenditore di Sant’Antimo al servizio della camorra
L'INCHIESTA
30 aprile 2026
L'INCHIESTA

Maxi sequestro da 8 milioni a un imprenditore di Sant’Antimo al servizio della camorra

L'uomo coinvolto in indagini su clan Puca, clan Verde e clan Ranucci
Andrea Ripa

Maxi sequestro di beni nel Napoletano nell’ambito della lotta alla criminalità organizzata. Nella mattinata odierna i Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale di Napoli hanno eseguito un provvedimento di sequestro finalizzato alla confisca, disposto dal Tribunale partenopeo – Sezione Misure di Prevenzione – su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Il provvedimento riguarda un noto imprenditore originario di Sant’Antimo. Attivo nei settori della sanità privata e dell’immobiliare, già coinvolto in precedenti vicende giudiziarie legate alla criminalità organizzata. Nel dettaglio, sono stati sequestrati 6 immobili e 2 terreni situati tra le province di Napoli e L’Aquila. Sequestrate anche 4 quote societarie in aziende operanti principalmente nei comparti sanitario ed edile. Il provvedimento ha interessato anche conti correnti e polizze assicurative intestate all’imprenditore e ai suoi familiari, considerati soggetti terzi interessati. Il valore complessivo dei beni sequestrati è stimato in circa 8 milioni di euro.

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L’azione trae origine dagli accertamenti patrimoniali condotti dal ROS nell’ambito dell’indagine denominata Operazione Antemio, sviluppata tra il 2017 e il 2020. Indagine incentrata sui clan Clan Puca, Clan Verde e Clan Ranucci, attivi nell’area di Sant’Antimo e nei territori limitrofi. L’inchiesta aveva portato, in primo grado, alla condanna di 21 imputati per una serie di gravi reati, tra cui associazione mafiosa, concorso esterno, voto di scambio politico-mafioso, estorsione, corruzione, turbativa d’asta, tentato omicidio e intestazione fittizia di beni.

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Tra i condannati figura anche l’imprenditore destinatario dell’odierno sequestro. Nei suoi confronti era stata accertata una marcata sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio posseduto. L’uomo era stato condannato a 11 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio politico-mafioso, in relazione alle elezioni comunali del 2017 a Sant’Antimo. Secondo quanto emerso dagli atti processuali, l’imprenditore avrebbe intrattenuto rapporti con il clan locale, risultando coinvolto anche nella gestione di un noto centro polidiagnostico del territorio. Il sequestro rappresenta un ulteriore passo nel contrasto ai patrimoni illeciti riconducibili alla criminalità organizzata nell’area nord di Napoli.