Maxi sequestro da 8 milioni a un imprenditore di Sant'Antimo al servizio della camorra
Maxi sequestro di beni nel Napoletano nell’ambito della lotta alla criminalità organizzata. Nella mattinata odierna i Carabinieri del Raggruppamento Operativo…
Un bacio come gesto di apparente normalità, seguito da una brutale aggressione e da colpi di pistola. E’ questo il drammatico scenario ricostruito dagli inquirenti in merito al tentato omicidio avvenuto lo scorso 17 aprile nel rione ‘Siberia’, nel quartiere Marianella. Obiettivo dell’agguato era Vincenzo Lo Russo, nipote dei reggenti del clan Lo Russo-Capitoni. Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e condotte dal Nucleo Operativo dei Carabinieri della compagnia Napoli Vomero, dietro il tentato omicidio si celerebbe un vecchio litigio nato in carcere tra detenuti.
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Gli investigatori, attraverso attività tecniche e l’analisi delle immagini di videosorveglianza, sono riusciti a ricostruire non solo l’agguato, ma anche le fasi precedenti. Un dettaglio inquietante emerge con forza. La vittima sarebbe stata avvicinata e salutata con un bacio da uno degli aggressori, prima che la situazione degenerasse in violenza. Subito dopo, Lo Russo è stato colpito con il calcio di una pistola e con un casco, quindi aggredito con schiaffi e calci. L’azione si è conclusa con l’esplosione di diversi colpi d’arma da fuoco. Nonostante la reticenza iniziale della vittima, gli elementi raccolti hanno consentito agli inquirenti di delineare un quadro accusatorio solido.
Per il tentato omicidio sono state arrestate due persone, mentre un terzo soggetto, ritenuto appartenente allo stesso sodalizio criminale, risulta attualmente irreperibile. Dopo il fermo, è stata emessa un’ordinanza di misura cautelare nei confronti degli indagati. L’episodio conferma ancora una volta la tensione e la pericolosità degli equilibri criminali nell’area nord di Napoli, dove vecchi rancori e dinamiche interne ai clan continuano a sfociare in violenze efferate.