Tumore al seno: ora si può sapere prima chi risponderà alle cure
CURE
4 maggio 2026
CURE

Tumore al seno: ora si può sapere prima chi risponderà alle cure

Dalla diagnosi alla previsione: cambia la strategia per la lotta al cancro
Andrea Ripa

Nuove frontiere si aprono nella lotta contro il tumore al seno, ma insieme ai progressi emergono interrogativi cruciali. Dopo l’introduzione dei “farmaci intelligenti”, capaci di colpire le cellule tumorali con una precisione senza precedenti, la domanda che oggi guida la ricerca è chi potrà beneficiarne davvero.

Al “Pascale” scoperto il motore che rende aggressivo un tumore

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Un team multicentrico guidato dall'oncologo Alessandro Ottaiano dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Pascale ha individuato il "motore" che causa l'aggressività e…

Negli ultimi anni, le terapie oncologiche hanno compiuto un salto decisivo. In particolare, i coniugati anticorpo-farmaco, noti come Antibody-drug conjugates (Adc), stanno rivoluzionando la pratica clinica anche nelle forme più difficili e resistenti. Agiscono come un “cavallo di Troia”. Trasportando la chemioterapia direttamente nelle cellule tumorali e aprendo scenari impensabili fino a poco tempo fa. Eppure, proprio mentre queste terapie diventano disponibili, emerge un nodo centrale: non tutte le pazienti rispondono allo stesso modo. Alcune ottengono benefici duraturi, altre sviluppano rapidamente resistenza. La vera sfida, oggi, è prevedere in anticipo la risposta alle cure.

Tumore all’ovaio: 15 diagnosi al giorno in Italia

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Per rompere il muro del silenzio e sensibilizzare istituzioni e cittadini, nasce la campagna nazionale “Insieme di Insiemi”. Un’iniziativa che è molto…

Da questa esigenza nasce il progetto di ricerca dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale, finanziato dal Ministero della Salute. Si punta a decifrare i meccanismi alla base della risposta alle terapie innovative, inclusa l’immunoterapia. Il cuore dello studio è una doppia indagine: dentro il tumore e nel sangue. Da un lato, la trascrittomica spaziale consente di osservare l’attività dei geni mantenendo la loro posizione all’interno del tessuto tumorale, offrendo una mappa dettagliata delle interazioni biologiche nel microambiente. Dall’altro, l’analisi degli esosomi — minuscole particelle rilasciate dalle cellule tumorali — permette un monitoraggio dinamico della malattia attraverso la biopsia liquida. Analizzando questi due livelli, i ricercatori seguiranno l’evoluzione del tumore nel tempo. I campioni verranno raccolti sia prima dell’inizio delle terapie sia al momento dell’intervento chirurgico. Con l’obiettivo di comprendere come la malattia si trasformi sotto la pressione dei trattamenti.

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Presentato a Napoli il progetto "Fibrosi Polmonare in Campania - Consensus Regionale Ipf/Ppf". L’iniziativa vuole abbattere i tempi di diagnosi…

“L’obiettivo dello studio è duplice. Identificare biomarcatori predittivi di risposta alle terapie innovative e caratterizzare i meccanismi molecolari precoci di resistenza”, spiega Michelino De Laurentiis, principal investigator del progetto e direttore del dipartimento di Oncologia senologica e toraco-polmonare dell’IRCCS Fondazione Pascale. “La trascrittomica spaziale ci consente di mappare con precisione l’attività genica. Mentre l’analisi degli esosomi circolanti permette un monitoraggio non invasivo dell’evoluzione della malattia. È un cambio di paradigma: dalla risposta osservata a posteriori alla risposta predetta a priori”. Un approccio che incarna pienamente la prospettiva della medicina di precisione. Sempre più orientata a costruire terapie su misura per ogni paziente, con un impatto concreto sugli esiti clinici.

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L’ospedale di Boscotrecase Sant’Anna-Madonna delle Neve compie un passo decisivo verso l’innovazione sanitaria avviando ufficialmente il nuovo reparto di chirurgia…

Questi temi saranno al centro della prima edizione della Gulf of Naples Breast Cancer Conference, in programma a Ravello presso l’Auditorium Oscar Niemeyer. Il congresso riunisce esperti italiani e internazionali per due giornate di confronto sulle più recenti evidenze scientifiche e sulle sfide ancora aperte nella cura del tumore al seno. L’evento è presieduto da Grazia Arpino (Università Federico II di Napoli), Antonio Giordano (Dana-Farber Cancer Institute / Harvard Medical School) e dallo stesso De Laurentiis, con Sabino De Placido come honorary chair.

Proprio la presenza di una delegazione del Dana-Farber Cancer Institute — tra i principali centri mondiali per la ricerca sul tumore al seno — insieme a esperti statunitensi, italiani ed europei, testimonia la rilevanza internazionale dell’iniziativa. A Ravello, la ricerca si confronta per trasformare una promessa in realtà: prevedere, prima ancora di iniziare, quali cure potranno davvero fare la differenza.