Scafatese, basta il pari. Canarini in semifinale
Tutto in centoventi secondi. Tanto è bastato a Scafatese e Barletta per accendere una sfida rimasta a lungo bloccata sui binari dell’equilibrio e del tatticismo. Al Comunale “Giovanni Vitiello” finisce 1-1: un botta e risposta fulmineo che, al triplice fischio, fa felici entrambi i club. Campani e pugliesi, infatti, staccano a braccetto il pass per le semifinali della Poule Scudetto. Dopo aver dominato i rispettivi gironi ed aver festeggiato la tanto agognata promozione in Serie C, le due corazzate del calcio dilettantistico non hanno intenzione di fermarsi e continuano a inseguire il prestigioso tricolore di categoria.
Nervi tesi in avvio: subito due espulsioni
Chi si aspettava una partita spettacolare sin dai primi minuti è rimasto parzialmente deluso, poiché la prima frazione di gioco ha regalato pochissime emozioni dal punto di vista tecnico, ma tantissima tensione agonistica. Il match, infatti, si sblocca non per un gol, ma per un cartellino rosso flash.Dopo appena tre minuti dal fischio d’inizio, l’attaccante della Scafatese, Maggio, viene spedito anzitempo sotto la doccia: fatale una presunta manata ai danni del tecnico ospite, Massimo Paci, avvenuta proprio nei pressi della linea laterale. Il guardalinee attira l’attenzione del direttore di gara che, senza esitazione, estrae il rosso diretto. La Scafatese si ritrova così in dieci uomini con un’intera partita ancora da giocare.Il Barletta, forte della superiorità numerica, prova a prendere in mano il pallino del gioco, ma la manovra dei pugliesi è lenta e prevedibile. Le uniche fiammate portano la firma di Da Silva, il quale impegna il portiere di casa, Arlanch, bravo a farsi trovare pronto in un paio di circostanze. Quando il primo tempo sembra ormai incanalarsi verso lo 0-0, ecco l’episodio che ristabilisce la parità numerica: anche i biancorossi restano in dieci a causa dell’espulsione di Giambuzzi, punito anch’egli per una presunta sbracciata ai danni di un avversario.
Botta e risposta nel finale
La ripresa comincia in una situazione di dieci contro dieci, ma lo spartito del match non cambia immediatamente. I ritmi restano blandi e le occasioni latitano. Il Barletta tenta di rendersi pericoloso con l’inserimento di Lattanzio, ma le sue conclusioni sono troppo deboli per impensierire seriamente la retroguardia gialloblù.Al 29′ del secondo tempo, improvvisamente, la partita si sblocca. Tutto nasce da un’ingenuità difensiva di Cerutti, che commette un fallo ingenuo all’interno della propria area di rigore, regalando alla Scafatese la massima punizione. Dal dischetto si presenta lo specialista Acquadro: freddezza glaciale e pallone da una parte, Fernandes dall’altra. È l’1-0 che fa esplodere il pubblico di casa.La gioia della Scafatese, però, dura pochissimo. Passano appena due minuti e il Barletta rimette le cose a posto, approfittando di una clamorosa disattenzione collettiva della difesa campana. Sulla palla vagante si avventa Guadalupi, il quale con precisione firma l’1-1 definitivo.
Obiettivo Tricolore
Nei minuti finali le due squadre badano soprattutto a non scoprirsi, consapevoli che il pareggio è il risultato perfetto per blindare la qualificazione. Al triplice fischio scatta la festa per entrambe: la corsa verso lo Scudetto Dilettanti continua, e le Final Four attendono ora due delle piazze più calde e appassionate dell’intero panorama calcistico meridionale.

