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Un’altra pioggia di milioni investe il sistema portuale campano, ma per Castellammare di Stabia non c’è nemmeno una goccia. La firma del decreto che assegna ulteriori 64 milioni di euro all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale (AdSP) ha riacceso i riflettori sull’isolamento infrastrutturale della città stabiese. Risorse fresche, derivanti dalla rimodulazione dei fondi Zes e Pnrr, destinate a completare le opere nei porti di Napoli e Salerno. Castellammare, ancora una volta, resta a guardare.
La polemica politica
La denuncia arriva forte e chiara da Base Popolare Democratici e Progressisti, la formazione civica rappresentata in consiglio comunale da Maurizio Apuzzo. I toni sono durissimi: si parla di un silenzio istituzionale “inaccettabile” di fronte a una città “ignorata e progressivamente depauperata di opportunità”.
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I numeri della discordia: “400 milioni e noi a zero”
Secondo la civica, il nuovo stanziamento da 64 milioni è solo l’ultimo capitolo di una tendenza consolidata che penalizza sistematicamente il territorio stabiese. “Castellammare continua a restare ai margini delle scelte strategiche e degli investimenti”, attaccano gli esponenti di Base Popolare. “Già la volta scorsa, di fronte a oltre 300 milioni di fondi, la città era rimasta praticamente a zero. Oggi la storia si ripete. Se sommiamo i 35 milioni già assegnati e poi andati perduti solo per Castellammare, arriviamo a un buco di 400 milioni complessivi da cui il nostro porto viene escluso. È inaccettabile”.
L’accusa alla politica locale
Sotto la lente d’ingrandimento della civica finisce soprattutto l’atteggiamento della politica locale e delle istituzioni, accusate di assistere passivamente a questa emorragia di risorse senza opporre resistenza o avanzare contromisure.
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L’attacco al modello di sviluppo: “Scelte calate dall’alto”
Il cuore della protesta di Base Popolare non riguarda solo la cifra economica, ma il metodo politico e la totale assenza di una visione strategica condivisa con il territorio. “È questo il modo in cui si difende una città? È questo il modello di sviluppo che si intende costruire?”, sono le domande provocatorie che la civica lancia all’amministrazione e agli organi competenti.
Il porto stabiese svilito
Il timore espresso è quello di una periferizzazione irreversibile del porto stabiese rispetto ai giganti di Napoli e Salerno. Le decisioni, attacca la nota, verrebbero “calate dall’alto, senza confronto, senza una visione condivisa e soprattutto senza una reale attenzione alle esigenze della città”.
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La proposta: serve una svolta trasparente
La nota di Base Popolare si chiude con un appello alla mobilitazione e alla trasparenza. La richiesta è un cambio di rotta radicale nella gestione della programmazione portuale campana, che non può più prescindere dal peso specifico di Castellammare. Dal canto suo, il gruppo consiliare guidato da Maurizio Apuzzo promette di non abbassare la guardia: “Continueremo a denunciare con forza ogni scelta che mortifica Castellammare e a chiedere investimenti concreti, attenzione istituzionale e rispetto per una città che merita molto di più”.