Pompei torna al voto: sfida a tre per il dopo-Lo Sapio
AMMINISTRATIVE 2026
24 maggio 2026
AMMINISTRATIVE 2026

Pompei torna al voto: sfida a tre per il dopo-Lo Sapio

Dopo la scomparsa dell'ex sindaco, la città si prepara a scegliere tra continuità, esperienza e civismo in una sfida che ridisegna il futuro amministrativo e urbano.
Vincenzo Lamberti

Un anno dopo la scomparsa del sindaco Carmine Lo Sapio, Pompei torna alle urne per provare a chiudere una fase di transizione lunga e complessa, segnata dalla gestione affidata al sindaco facente funzione Andreina Esposito. Una fase in cui il Comune ha dovuto garantire continuità istituzionale mentre portava avanti progetti strategici e affrontava la pressione costante di una città unica, al centro del turismo mondiale.

L’addio all’ex sindaco. La scomparsa del sindaco Lo Sapio, avvenuta nel dicembre 2025, ha rappresentato uno spartiacque politico e umano per la città. Interrompendo un ciclo amministrativo e aprendo una stagione che oggi si riflette direttamente nella competizione elettorale. Tre i candidati in campo. Salvatore Alfano, Claudio D’Alessio e Giuseppe Tortora.

Alfano. Salvatore Alfano è il candidato della continuità amministrativa. La sua candidatura si colloca nel solco dell’esperienza di governo dell’amministrazione guidata da Carmine Lo Sapio. E punta a proseguire il percorso avviato negli ultimi anni. Con lui si schierano il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, oltre a diverse civiche: Cristiano Democratici, Patto per Pompei, Pompei Ricomincia, Programma Democratico, Rinascita Pompei, Viviamo Pompei.

D’Alessio. Claudio D’Alessio, già sindaco di Pompei fino al 2014, punta a riconquistare la fascia dopo dodici anni. Con un progetto che punta sull’esperienza amministrativa e sul rilancio della macchina comunale. La sua coalizione racchiude Casa Riformista e Mastella Noi di Centro. Unitamente a Progetto Democratico Giovani in Movimento e Cattolici Democratici Insieme Democrazia Cristiana. Un progetto politico con tanti giovani e volti nuovi.

Tortora. Giuseppe Tortora guida invece una coalizione civica composita. Con le liste Tortora Sindaco, Pompei Giovani, Alleati per Pompei, Alternativa Pompeiana-Per, I Pompeiani, Insieme per il Futuro, Noi di Pompei, che uniscono esperienze provenienti da ex maggioranza e opposizione. Tra i sostenitori anche due ex sindaci come Pietro Amitrano e Nando Uliano. A testimonianza di un progetto che punta a mettere insieme pezzi diversi della storia politica cittadina.

I temi. La campagna elettorale si è concentrata su alcuni grandi temi, con visioni differenti. Il primo riguarda il futuro di Pompei come città turistica globale. Chiamata a trasformare il flusso dei visitatori in opportunità economiche stabili e permanenza più lunga sul territorio. Centrale anche il tema delle opere pubbliche finanziate con il Pnrr. E della loro concreta realizzazione. Altro nodo cruciale è l’equilibrio tra turismo e qualità della vita. Con una particolare attenzione alle periferie e alle aree più fragili della città, spesso percepite come distanti dai grandi attrattori.

Qualità della vita e turismo. Forte anche il dibattito sul diritto alla casa e sulla necessità di una pianificazione urbanistica più attenta alla dimensione sociale. Sul fondo resta la grande sfida strutturale di Pompei. Conciliare la città dei residenti con quella dei milioni di visitatori del Parco archeologico e del Santuario. Due poli che rappresentano una ricchezza straordinaria per il territorio. Accanto al perimetro politico della competizione, la campagna elettorale ha registrato anche attivismo, con associazioni, comitati e realtà del territorio intervenute nel dibattito per sollecitare maggiore attenzione su temi ritenuti ormai non più rinviabili.

Periferie. In particolare, il nodo dei servizi di prossimità e della vivibilità nei quartieri periferici è tornato al centro delle rivendicazioni. Insieme alla richiesta di una programmazione più stabile per la manutenzione urbana e per la gestione degli spazi pubblici. Un altro punto ricorrente nel confronto tra i candidati riguarda la capacità dell’ente di intercettare e utilizzare in modo efficace le risorse disponibili. Una delle principali leve di trasformazione urbana, ma anche una sfida amministrativa complessa. Che richiede competenze tecniche, continuità gestionale e rapidità decisionale.

Finanziamenti e lavori pubblici. Il rischio di ritardi o rimodulazioni è uno dei temi più discussi, soprattutto in relazione alle opere già avviate e a quelle ancora in fase di progettazione. Sul piano infrastrutturale, resta centrale la questione della mobilità cittadina e della connessione tra le diverse aree urbane. Oltre alla gestione dei flussi turistici che nei periodi di alta stagione mettono sotto pressione il sistema viario e i servizi pubblici. La necessità di una visione integrata tra trasporti, accoglienza e vivibilità urbana è uno dei punti su cui tutti i candidati. Pur con accenti diversi, dichiarano di voler intervenire.

La sfida al voto. La competizione elettorale assume così un valore che va oltre il semplice cambio di amministrazione. Si tratta di ridefinire un modello di città capace di tenere insieme sviluppo e coesione sociale, crescita turistica e servizi pubblici, memoria storica e futuro urbano.  Una transizione che si apre nel segno dell’incertezza. Ma anche di una forte aspettativa collettiva. In una fase in cui le scelte amministrative avranno un impatto diretto sulla direzione di lungo periodo del territorio.

Una nuova stagione politica. In questo quadro, le urne non decidono soltanto un nuovo sindaco, ma il modello di città per i prossimi anni. Una scelta che chiude idealmente la stagione segnata da Lo Sapio e dalla successiva gestione, e che apre una fase nuova ancora tutta da scrivere.