Minori scomparsi, oltre 17mila denunce in Italia: l’appello di Meter “Non lasciamoli sparire nel silenzio”
Sono oltre 17mila le segnalazioni di scomparsa di minori registrate in Italia nel corso del 2025. Un dato che torna al centro del dibattito nella Giornata Internazionale dei Bambini Scomparsi, celebrata oggi, e che ha spinto l’Associazione Meter a lanciare un appello contro il rischio dell’indifferenza.
Secondo la XXXIV Relazione del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, nel 2025 sono state registrate complessivamente 25.358 segnalazioni, in aumento rispetto alle 24.890 del 2024. Le persone effettivamente coinvolte sono 22.065, considerando i casi di denunce multiple riferite agli stessi soggetti.
I minori rappresentano la quota più alta del fenomeno: 17.942 segnalazioni, pari al 70,7% del totale annuale. Di queste, 11.369 riguardano minori stranieri.
Il calo nel primo trimestre 2026
Nel primo trimestre del 2026 si registra invece una diminuzione delle segnalazioni. I casi denunciati sono stati 4.482 contro i 5.125 dello stesso periodo dell’anno precedente, con un calo del 13%, anche se il dato non è ancora consolidato.
Il trend conferma comunque un fenomeno strutturale che continua a coinvolgere migliaia di famiglie italiane ogni anno.
L’appello di Meter
«Sono quasi passati tre anni dalla scomparsa della piccola Kata, ma possiamo ricordare tante e tanti altri, Angela Celentano, Denise Pipitone e le tante storie che ancora oggi non hanno trovato una risposta», dichiara Fortunato Di Noto.
«Dietro ogni minore scomparso c’è una famiglia che continua ad aspettare, a cercare, a sperare. Non possiamo permettere che l’opinione pubblica si assuefaccia a queste tragedie», aggiunge il fondatore dell’associazione impegnata da quasi quarant’anni nella tutela dell’infanzia.
Le nuove minacce digitali
L’attenzione dell’associazione si concentra anche sui rischi legati al mondo digitale e alla necessità di rafforzare prevenzione ed educazione.
«Oltre alle indagini, è necessario un rafforzamento delle attività di prevenzione ed educazione digitale», sottolinea ancora don Di Noto, evidenziando come le nuove tecnologie possano rappresentare un ulteriore fattore di vulnerabilità per i più giovani.
Un richiamo che si accompagna all’invito a non dimenticare i casi irrisolti: «Ricordare un nome significa dire a voce alta che quei bambini non sono stati dimenticati».

