Vicinanza: «Il Ministero acquisisca lo scoglio di Rovigliano»
Un appello accorato alle massime istituzioni culturali e regionali per salvare, tutelare e restituire alla collettività uno dei simboli più…
Sembrava la classica provocazione nata sui social network per catturare l’attenzione dei curiosi, o magari l’ennesima bizzarra leggenda metropolitana destinata a sgonfiarsi nel giro di qualche clic. E invece la notizia è reale, documentata e, a suo modo, persino clamorosa: lo Scoglio di Rovigliano (che ricade nel territorio di Torre Annunziata, come si evince dagli atti di metà Novecento) è ufficialmente in vendita. E la conferma arriva da Massimo Salice, l’agente immobiliare della società Engel&Volkers, che ha parlato con Metropolis.
L’annuncio su Immobiliare
Quello che per secoli è stato un avamposto di pietra, fede e battaglie militari nel cuore del Golfo di Napoli, esattamente a metà strada tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, adesso cerca un nuovo proprietario. L’annuncio è comparso sul portale Immobiliare.it e la trattativa, rigorosamente riservata, è stata affidata a una società specializzata esclusivamente nella gestione di immobili di lusso e di altissimo pregio.
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L’agente immobiliare: «Contrattiamo con Enti e Fondazioni»
A confermare l’operazione è l’agente immobiliare Massimo Salice, che si sta occupando di raccogliere le prime manifestazioni d’interesse per questo pezzo di storia sommersa. “L’annuncio è stato pubblicato due giorni fa”, dice Salice. “Ma già ci sono i primi riscontri”. Sul piatto c’è l’intero isolotto calcareo, che al suo interno custodisce un rudere di circa trecento metri quadrati completamente da ristrutturare, circondato dai resti delle antiche fortificazioni.
La proprietà attuale fa capo a diversi soggetti privati (dopo l’Unità d’Italia, lo Scoglio passò dapprima al demanio e poi alle famiglie Brigante e Malafronte) alcuni dei quali residenti anche all’estero, i quali hanno espresso un desiderio ben preciso. Il sito èsoggetto a tutela dei beni culturali.
L’obiettivo dei proprietari non è una speculazione edilizia, bensì una vendita esclusiva a enti, fondazioni o grandi mecenati. “La speranza è cedere l’isolotto a chi avrà forza e voglia di riportarlo agli antichi splendori e in qualche modo riconsegnarlo alla comunità”, dice a Metropolis l’agente immobiliare.
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Il riserbo sul prezzo
L’auspicio della proprietà è che qualcuno possa finalmente investire capitali importanti per ristrutturare la struttura, metterla in sicurezza e restituirla, in qualche forma culturale o sociale, alla fruizione della comunità. Nonostante il fitto riserbo sulle cifre, l’annuncio ha già scatenato l’interesse di diversi imprenditori, attirati dall’idea di trasformare la roccia in un polo di ospitalità e turismo d’élite. Si tratta di una sfida affascinante ma complessa, che dovrà fare i conti con i vincoli storici e con le storiche difficoltà logistiche legate ai collegamenti, ai rifornimenti e alla violenza delle mareggiate.
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Una storia millenaria
Per comprendere la portata di questa vendita bisogna scavare nei millenni di storia che questo frammento di roccia racchiude. Per gli antichi Romani, questo luogo era avvolto nel mito e conosciuto come Petra Herculis. La leggenda voleva infatti che a dare origine allo scoglio fosse stato il semidio Ercole: di ritorno dalla Spagna con i buoi di Gerione, prima di fondare le città di Ercolano e Stabia, avrebbe staccato la cima del Monte Faito scagliandola in mare.
Il simbolo di Torre Annunziata
Oggi lo scoglio è territorio di Torre Annunziata. Nelle acque antistanti lo scoglio, secondo la leggenda, i pescatori di torresi recuperarono il quadro della Vergine Bruna che poi, con il nome di Madonna della Neve, è diventata la Patrona della Città, custodita nella Basilica eretta nel cuore della città antica.