Caso Sonrisa, ricorso in Cassazione per la revisione del processo
Dopo la notifica dell’ordinanza di sgombero, la partita giudiziaria sul futuro del Castello delle Cerimonie entra in una fase decisiva.…
Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta cautelare avanzata dalla famiglia Polese contro la revoca delle licenze disposta dal Comune di Sant’Antonio Abate. Una decisione pesantissima, arrivata dopo la precedente sentenza del Tribunale Amministrativo della Campania che aveva già confermato la legittimità degli atti adottati dall’amministrazione abatese guidata dalla sindaca Ilaria Abagnale. E che oggi lascia il celebre “Castello delle Cerimonie” appeso a un filo.
Caso Sonrisa, ricorso in Cassazione per la revisione del processo
Dopo la notifica dell’ordinanza di sgombero, la partita giudiziaria sul futuro del Castello delle Cerimonie entra in una fase decisiva.…
A firmare il provvedimento sono stati i magistrati della Settima Sezione del Consiglio di Stato: Massimiliano Noccelli, presidente, insieme ai consiglieri Daniela Di Carlo, Raffaello Sestini, Pietro De Berardinis e Laura Marzano. I giudici hanno sostanzialmente confermato la linea del Comune, che dopo la confisca definitiva del complesso aveva proceduto alla revoca delle autorizzazioni per le attività alberghiere e di ristorazione. Tradotto in termini pratici, la Sonrisa potrebbe trovarsi da un momento all’altro costretta a interrompere la propria attività. Una prospettiva che fino a poche settimane fa sembrava scongiurata dal decreto cautelare monocratico che aveva temporaneamente congelato gli effetti della sentenza del Tar per evitare ricadute immediate sull’attività economica della struttura.
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Quel paracadute, però, non c’è più. La battaglia amministrativa non è conclusa. Il giudizio di merito davanti al Consiglio di Stato è stato infatti fissato per il prossimo novembre. Ma il segnale arrivato da Palazzo Spada è inequivocabile e rappresenta una doccia gelata per i titolari della struttura, che speravano di mantenere in vita le autorizzazioni almeno fino alla decisione definitiva. Sul fronte penale, intanto, restano ancora aperte diverse partite. La più importante si giocherà il prossimo 9 luglio davanti alla Corte di Cassazione. I supremi giudici dovranno pronunciarsi sull’istanza relativa alla revisione del processo per lottizzazione abusiva che ha portato, nel febbraio 2024, alla confisca definitiva dell’intero complesso alberghiero.
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La difesa sostiene che nuove prove dimostrerebbero l’insussistenza del reato o, in alternativa, la sua intervenuta prescrizione già prima dell’avvio del procedimento. Una tesi che punta a scardinare il cuore dell’impianto accusatorio e che potrebbe, in caso di accoglimento, riaprire scenari oggi impensabili. Non è l’unico fronte. Dopo il rigetto di una prima richiesta di revisione, i legali hanno depositato ulteriori istanze davanti alla Corte d’Appello di Roma, producendo nuova documentazione e consulenze tecniche. Parallelamente è stato presentato un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, chiamata a valutare diversi aspetti della vicenda giudiziaria che ha travolto il complesso dei Polese.
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Un percorso destinato però ad avere tempi lunghi e che difficilmente potrà incidere nell’immediato sul destino della struttura. Nel frattempo, dietro le carte processuali e le sentenze, resta il dramma di centinaia di lavoratori. Dipendenti, collaboratori, fornitori e imprese dell’indotto seguono con crescente preoccupazione ogni passaggio giudiziario. Per molti di loro la Sonrisa non è soltanto un simbolo televisivo o un caso giuridico nazionale, ma un posto di lavoro, una fonte di reddito, una certezza costruita negli anni.
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È forse questo l’aspetto più delicato di una vicenda che continua a dividere tribunali e opinione pubblica: il contrasto tra il rispetto delle sentenze e il destino di decine di famiglie che attendono di conoscere quale sarà il futuro del Castello delle Cerimonie. E mentre la Cassazione prepara l’udienza del 9 luglio e il Consiglio di Stato rinvia al giudizio di novembre, una certezza già c’è: la Sonrisa non è mai stata così vicina alla chiusura.