Caso Sonrisa, il maitre Ferdinando Romeo: «Lo Stato ci ha abbandonato»
«Lo Stato ci ha abbandonato». Bastano poche parole per raccontare il dramma che stanno vivendo i lavoratori del Grand Hotel…
Sono decine i lavoratori della Sonrisa che ieri mattina si sono ritrovati davanti alla Prefettura di Napoli per chiedere una soluzione che consenta di salvaguardare i posti di lavoro dopo la chiusura del celebre Grand Hotel “La Sonrisa” di Sant’Antonio Abate, resa esecutiva in seguito alle decisioni del Consiglio di Stato. Con striscioni e cartelli, dipendenti, collaboratori e famiglie hanno lanciato un appello alle istituzioni affinché venga individuato un percorso che permetta di tutelare l’occupazione.
Caso Sonrisa, il maitre Ferdinando Romeo: «Lo Stato ci ha abbandonato»
«Lo Stato ci ha abbandonato». Bastano poche parole per raccontare il dramma che stanno vivendo i lavoratori del Grand Hotel…
Per molti di loro la struttura rappresenta l’unica fonte di reddito, costruita in anni di lavoro all’interno di quella che è stata una delle location per ricevimenti più conosciute della Campania. La vicenda nasce dal lungo contenzioso urbanistico e giudiziario che ha interessato il complesso per cerimonie. Dopo anni di procedimenti, i giudici hanno confermato l’illegittimità di numerose opere realizzate all’interno della struttura, disponendo l’esecuzione dei provvedimenti che hanno portato alla cessazione delle attività.
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Un epilogo arrivato proprio all’inizio della stagione estiva, nel periodo dell’anno in cui la Sonrisa registrava il maggior numero di cerimonie, matrimoni ed eventi. Una chiusura che rischia di lasciare senza occupazione decine di lavoratori tra personale di sala, cucina, manutenzione, amministrazione e servizi. «Noi non siamo responsabili di quello che è accaduto – racconta una dipendente durante il presidio –. Siamo persone che ogni giorno hanno lavorato con serietà e professionalità. Oggi chiediamo soltanto di non essere abbandonati. Dietro ogni divisa ci sono famiglie, mutui, figli da mantenere». Tra i manifestanti c’è chi lavora nella struttura da oltre vent’anni. «La Sonrisa è stata la nostra casa. Vederla chiusa proprio nel pieno della stagione estiva è uno schiaffo enorme.
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Questo è il periodo in cui si lavora di più e invece ci ritroviamo senza certezze e senza uno stipendio. Chiediamo che le istituzioni si facciano carico del nostro futuro». Al termine della manifestazione una delegazione dei lavoratori è stata ricevuta dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha assicurato la massima attenzione sulla vicenda e l’istituzione di un tavolo permanente per la gestione della crisi occupazionale, al quale prenderanno parte tutte le istituzioni competenti.
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Un primo segnale atteso dai dipendenti, che chiedono risposte rapide per evitare di perdere definitivamente il lavoro. Intanto il caso è approdato anche in Consiglio regionale della Campania. Nel corso del question time il capogruppo di Forza Italia, Massimo Pelliccia, ha chiesto all’assessora al Lavoro e alla Formazione, Angelica Saggese, l’adozione di «iniziative urgenti e straordinarie a tutela dei livelli occupazionali dei lavoratori». «I principi di legalità alla base della questione giudiziaria non si discutono – ha affermato Pelliccia – ma ci preoccupa il ricaduto occupazionale». Nella sua risposta l’assessora Saggese ha spiegato che la società non ha avviato alcuna procedura di crisi d’impresa. La Regione, ha precisato, ha chiesto all’azienda di chiarire se intenda proseguire il rapporto di lavoro con i dipendenti, ricorrere al licenziamento collettivo oppure attivare strumenti di integrazione salariale. Al momento, però, non sarebbe arrivata alcuna risposta da parte della società.