La crisi politica di San Giuseppe Vesuviano | Sepe è senza numeri e litiga con il Pd, sindaco a un bivio
POLITICA
4 luglio 2026
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La crisi politica di San Giuseppe Vesuviano | Sepe è senza numeri e litiga con il Pd, sindaco a un bivio

L'ennesima settimana turbolenta per la politica all'ombra del Vesuvio: consigli comunali saltati e una frattura che appare difficile da sanare
Andrea Ripa

La crisi politica è ormai esplosa in tutta la sua gravità e appare sempre più difficile da ricomporre. Quella che appena due anni fa era stata celebrata come la rinascita del centrosinistra, tornato a governare San Giuseppe Vesuviano dopo trent’anni, oggi è una coalizione profondamente divisa, paralizzata dai veti interni e senza una maggioranza certa in Consiglio comunale. Il punto di rottura è arrivato con i due consigli comunali consecutivi andati deserti. Sia in prima che in seconda convocazione la maggioranza ha disertato l’aula, facendo mancare il numero legale e certificando una frattura politica che, fino a pochi giorni fa, veniva ancora minimizzata. Nella seconda convocazione, tra l’altro, in aula si sono presentati esclusivamente i consiglieri del gruppo di opposizione formato da Tommaso Andreoli, Michele Nappo, Enrico Ghirelli e Vincenzo Ambrosio, che hanno preso atto dell’assenza della maggioranza prima dello scioglimento della seduta.

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La frattura nel Pd – Ad aprire definitivamente la crisi, nel momento più delicato e forse meno opportuno di questa travagliata stagione politica, sono stati proprio i consiglieri del Partito Democratico, il gruppo numericamente più consistente della coalizione.  Sullo sfondo resta la vicenda che ha portato, nelle scorse settimane, alle dimissioni del vicesindaco Antonio Borriello, episodio che ha lasciato profonde ferite all’interno dei dem e incrinato definitivamente i rapporti con il sindaco Michele Sepe. Da allora le tensioni non si sono più ricomposte e oggi il Pd sembra aver scelto una linea di netta discontinuità rispetto al primo cittadino.

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Sepe davanti a due scenari – Il sindaco, che per mesi ha tentato di mantenere unita la coalizione, si ritrova ora senza una maggioranza stabile e davanti a un bivio politico. Il primo scenario è quello di una conclusione anticipata della consiliatura. Potrebbe arrivare attraverso le dimissioni del sindaco oppure con quelle contestuali della maggioranza dei consiglieri comunali. Un’ipotesi che, secondo indiscrezioni, una parte del Partito Democratico starebbe valutando con sempre maggiore convinzione. La seconda strada, decisamente più clamorosa, è quella di un ribaltone in Consiglio comunale. Sepe starebbe verificando la possibilità di costruire una nuova maggioranza cercando interlocuzioni anche tra i banchi dell’opposizione. In questo quadro il gruppo composto da Luigi Moccia, Francesco Massa e Lorenzo Archetti avrebbe già manifestato una disponibilità al confronto, lasciando intendere di poter garantire un eventuale sostegno amministrativo. Un’apertura che, tuttavia, potrebbe non essere sufficiente a ricostruire una maggioranza numericamente stabile.

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Le trattative – Da giorni il sindaco è impegnato in una complessa opera di ricucitura, facendo la conta dei consiglieri rimasti al suo fianco e cercando di comprendere quali margini politici esistano per evitare il commissariamento del Comune. Nelle ultime ore avrebbe anche chiesto un confronto diretto con il Partito Democratico nel tentativo di riaprire il dialogo e verificare la possibilità di una ricomposizione della frattura. Tra le ipotesi sul tavolo prende corpo anche quella di un azzeramento della giunta, scelta che consentirebbe di ridistribuire gli equilibri politici e tentare di ricostruire una maggioranza ormai in frantumi.

Le prossime ore decisive – Le prossime ore potrebbero risultare determinanti per il futuro dell’amministrazione. Se non dovesse arrivare un’intesa politica, l’esperienza amministrativa nata appena due anni fa rischia di interrompersi con largo anticipo rispetto alla naturale scadenza del mandato. In alternativa potrebbe prendere forma una nuova maggioranza, costruita attraverso nuovi equilibri consiliari e destinata, almeno nelle intenzioni del sindaco, a garantire la prosecuzione dell’attività amministrativa. Una soluzione che, se dovesse concretizzarsi, segnerebbe però una profonda discontinuità rispetto al progetto politico con cui il centrosinistra aveva conquistato il governo della città, aprendo una fase del tutto nuova per il Comune vesuviano.