Scioglimento Castellammare | Il centrodestra, D’Apice: «Una sconfitta per la città»
LE REAZIONI
14 Luglio 2026
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Scioglimento Castellammare | Il centrodestra, D’Apice: «Una sconfitta per la città»

Parla l'ex presidente del consiglio comunale dell'amministrazione Cimmino
Michele De Feo

«Lo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia è una sconfitta per l’intera città». È con queste parole che Emanuele D’Apice, ex presidente del Consiglio comunale della giunta di centrodestra guidata da Gaetano Cimmino, interviene dopo la decisione del Consiglio dei ministri di sciogliere l’amministrazione comunale per infiltrazioni della criminalità organizzata. D’Apice parla di «un giorno triste» per la città, sottolineando come le conseguenze del provvedimento ricadano soprattutto sui cittadini.

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«Ancora una volta a pagare il prezzo più alto sono gli stabiesi, privati della continuità amministrativa e costretti a subire le conseguenze di una crisi istituzionale gravissima», afferma. Nel suo intervento, l’ex presidente del Consiglio comunale richiama anche la propria esperienza personale, ricordando il precedente scioglimento del Comune, quando ricopriva la carica istituzionale. «Ho già vissuto sulla mia pelle lo scioglimento del Comune quando ricoprivo il ruolo di presidente del Consiglio comunale. In quei giorni fui sottoposto a un linciaggio politico e mediatico senza precedenti. Mi venne attribuita perfino l’incandidabilità, poi definitivamente superata quando la giustizia ha accertato la mia totale estraneità ai fatti contestati», dichiara.

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D’Apice rivolge poi una critica all’attuale maggioranza di governo cittadino, ricordando le posizioni assunte all’epoca da alcuni esponenti politici oggi alla guida del Comune. «Tra i protagonisti di quegli attacchi c’erano anche esponenti dell’attuale maggioranza e l’attuale sindaco, che all’epoca non risparmiava critiche durissime. Oggi la storia consegna una realtà ben diversa. Viene da dire che chi di scioglimento ferisce, di scioglimento perisce». L’ex presidente precisa tuttavia di non provare soddisfazione per quanto accaduto. «Non provo alcuna soddisfazione. Provo amarezza. Perché quando viene sciolto un Comune non perde una parte politica: perde un’intera comunità». Secondo D’Apice, adesso sarà necessario attendere le motivazioni del provvedimento prima di aprire un confronto politico.

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«È il momento della verità e della responsabilità. Bisogna leggere attentamente le motivazioni dello scioglimento e comprenderne fino in fondo le ragioni. Solo dopo sarà possibile aprire un confronto politico serio». Nel suo intervento sostiene inoltre che la conclusione della vicenda avrebbe potuto essere evitata. «Da mesi circolavano segnali e, secondo quanto emerso nel dibattito politico, già tra novembre e dicembre al sindaco era stato rappresentato che un passo indietro avrebbe potuto evitare alla città questa drammatica conclusione. Se quelle valutazioni fossero state ascoltate, oggi forse Castellammare non sarebbe costretta a vivere, per la seconda volta, l’umiliazione dello scioglimento del proprio Comune». Infine, D’Apice lancia un appello affinché la politica metta da parte le contrapposizioni e si assuma le proprie responsabilità.

 

«Le guerre interne ai partiti e gli equilibri politici non possono mai prevalere sull’interesse della città. Oggi non servono slogan né giustificazioni. Servono umiltà, rispetto per le istituzioni e la capacità di assumersi le proprie responsabilità. Castellammare merita una classe dirigente capace di mettere il bene comune davanti agli interessi di parte. Chi in passato ha trasformato uno scioglimento in un’arma politica contro gli avversari dovrebbe oggi avere il coraggio del silenzio e dell’assunzione di responsabilità». Per l’ex presidente del Consiglio comunale, il provvedimento rappresenta una pagina dolorosa per l’intera comunità stabiese e impone una riflessione profonda sul futuro politico e amministrativo della città.