Amministrazione di Castellammare sciolta per camorra, il centrodestra: «Responsabilità del Pd»
POLITICA
15 luglio 2026
POLITICA

Amministrazione di Castellammare sciolta per camorra, il centrodestra: «Responsabilità del Pd»

Le reazioni di Martusciello (Forza Italia), Casciello (Noi Moderati) e Rastrelli (Fratelli d'Italia) alla decisione del consiglio dei ministri.
Andrea Ripa

ontinua il dibattito politico dopo lo scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia per condizionamenti della criminalità organizzata disposto dal Consiglio dei ministri. Dai partiti del centrodestra arrivano attestati di rispetto per la decisione del Governo, ma anche dure critiche al Partito Democratico e all’esperienza amministrativa guidata dal sindaco Luigi Vicinanza.

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Martusciello (Forza Italia): «Il Pd faccia autocritica»

Per il coordinatore regionale di Forza Italia Campania, Fulvio Martusciello, lo scioglimento rappresenta «una ferita profonda per la città» che impone «una riflessione che non può fermarsi alla polemica del momento».«Castellammare è un territorio difficile, ma non è un territorio perduto. È una città ricca di energie, competenze, imprese, associazioni e cittadini onesti. Proprio per questo merita istituzioni più forti, una presenza dello Stato più costante e una politica all’altezza della complessità che è chiamata a governare», afferma.

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Martusciello sottolinea che «nei territori maggiormente esposti alla pressione della criminalità organizzata non basta essere onesti. Occorre essere vigili, autorevoli, competenti e capaci di riconoscere ed evitare ogni zona grigia». Il coordinatore azzurro richiama poi il precedente scioglimento del Comune nel 2022, avvenuto durante un’amministrazione di centrodestra, ricordando che «fu successivamente fortemente ridimensionato sul piano giudiziario» e che il Consiglio di Stato dispose un nuovo esame della vicenda.«Oggi manteniamo la stessa posizione: rispetto assoluto per le decisioni dello Stato, nessuna condanna indiscriminata e pieno riconoscimento delle garanzie previste dal nostro ordinamento», aggiunge.

Quindi l’affondo contro il Pd: «La legalità non ha colore politico, ma proprio per questo il Partito Democratico non può sottrarsi a una seria assunzione di responsabilità. Tra Torre Annunziata e Castellammare il Pd aveva sostenuto esperienze amministrative presentate come il ritorno della legalità e della trasparenza. Dopo quanto accaduto nei due Comuni, un mea culpa sarebbe non soltanto opportuno, ma doveroso».

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Casciello (Noi Moderati): «Non basta un sindaco della società civile»

Sulla vicenda interviene anche il coordinatore regionale campano di Noi Moderati, Gigi Casciello, secondo cui lo scioglimento dimostra che «non basta indicare un sindaco espressione della società civile per mettere un Comune al riparo dalla criminalità organizzata».«Il sindaco Luigi Vicinanza è persona sicuramente perbene, ma Castellammare paga anni di opacità, di commistioni, di silenzi complici e di gravi condizionamenti che hanno portato alla decisione del Governo», sostiene.

Per Casciello è necessario «ripartire da un progetto politico credibile» capace di «bonificare realmente la macchina amministrativa, rimasta troppo a lungo ostaggio di un sistema opaco». «C’è bisogno di un patto forte tra la parte sana di Castellammare e la buona politica, quella che sa offrire soluzioni ai problemi dei cittadini e spezzare definitivamente rapporti e legami con i poteri criminali», conclude.

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Rastrelli (FdI): «Decisione indispensabile, il Pd ha abbandonato il sindaco»

Ancora più dura la posizione del senatore di Fratelli d’Italia Sergio Rastrelli, componente della Commissione parlamentare Antimafia.«Lo scioglimento dell’amministrazione di Castellammare si è reso indispensabile alla luce delle inequivoche risultanze della commissione di accesso. Il Governo Meloni non può consentire alcuna recidiva di zone d’ombra, in cui la politica territoriale si riduca ad affarismo e clientela, consentendo al dominio camorristico di imporsi nelle amministrazioni pubbliche», afferma.

Rastrelli giudica inoltre «opportuno» il lavoro svolto dalla Commissione Antimafia, sia per approfondire «la gravità del livello di infiltrazione camorristica» sia per «qualificare l’indecente atteggiamento del Partito Democratico, che dapprima ha sostenuto senza riserve l’amministrazione salvo poi abbandonare pavidamente un sindaco perbene al suo destino».Il senatore conclude auspicando «una radicale bonifica del tessuto amministrativo» come punto di partenza per «costruire le basi di un reale rilancio della città».