Castellammare, anziano muore investito: indagato il centauro
Non ce l’ha fatta Ugo Schettino, l’83enne investito nella mattinata di giovedì mentre attraversava sulle strisce pedonali in corso Garibaldi,…
All’indomani dello scioglimento per camorra del comune di Castellammare di Stabia l’umore dei cittadini è a terra. Lo si percepisce dal vociferare degli anziani riuniti nei pressi del lungomare, ma anche dal chiacchiericcio dei giovani seduti al bar. Tutti si chiedono cosa ne sarà ora del futuro della città. A turbare gli stabiesi è il ripresentarsi di una dinamica che sembra inquinare ormai da anni il nostro territorio. «Non è successo nulla di straordinario. È un problema di tutto l’hinterland napoletano.
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L’abbiamo visto anche con il comune di Torre Annunziata e Pagani. Il problema è il sistema, non il sindaco. L’unica soluzione per estirpare il problema alla radice sarebbe una dirigenza di 3 generali a 5 stelle, accompagnato da un plotone di soldati. Quindi o accettiamo questo sistema malato o non si può fare nulla» dice Giovanni Onorato, pensionato della Fincantieri.
Se i fatti recenti che hanno coinvolto la Juve Stabia hanno scosso i tifosi, oggi questo secondo scioglimento consecutivo del comune colpisce tutti i residenti. Ad avvilire di più le persone è il fatto che il copione da ormai tre decenni sembra sempre lo stesso: la città ha la possibilità di ripartire, dalle inchieste dell’Antimafia emergono retroscena su tentativi da parte dei clan di infiltrarsi nella macchina comunale e nella politica, partono le polemiche in maggioranza e si arriva allo scioglimento del Comune per decadenza politica o, come nelle ultime due amministrazioni, per infiltrazioni della criminalità organizzata.
Il secondo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia per infiltrazioni della criminalità organizzata riaccende il dibattito sulle norme che…
«Qualsiasi sindaco che vuole far del bene a questa città, viene fatto fuori. I traditori sono sempre gli stessi, che si aggirano famelici attorno al primo cittadino. Ma Vicinanza è una brava persona» ha affermato Ciro Staiano, cittadino di Castellammare. La sensazione comune è che Castellammare non riesca ad affermarsi pienamente ed emergere dalla sua condizione di limitatezza, in confronto alle innumerevoli risorse presenti sul territorio.
Ogni tentativo da parte dei pochi che si pongono ai vertici per il bene del territorio è vano, perché deve fare i conti con una condizione sistematica: la camorra. Ora la paura più grande è sul futuro della città che sarà condotto da una commissione prefettizia per almeno 18 mesi. Triade, visto anche le esperienze passate, già vista, prima dell’insediamento, con diffidenza dai cittadini stabiesi, ormai stufi e distrutti dalla continua instabilità politica. «Col commissariamento la città si ferma. Si riavviano le attività che erano state interrotte, ma non se ne propongono di nuove.
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A cosa serve quindi la figura professionale del commissario prefettizio? Se si è a conoscenza di infiltrazioni camorristiche lui dovrebbe occuparsi della gestione degli appalti, per esempio. Non deve venire solo a riscuotere il profumato stipendio che noi cittadini gli garantiamo» riflette Antonio Acanfora, pensionato stabiese. La signora Gilda, seduta sui lettini della spiaggia libera di Castellammare di Stabia, traguardo che è stato un vero e proprio cavallo di battaglia comunicativo per l’ormai ex amministrazione, si domanda quali saranno le conseguenze per il diritto degli stabiesi ad avere un mare accessibile: «Sono preoccupata del futuro della spiaggia libera e di quello dei ragazzi che ogni giorno ci lavorano. È ingiusto che noi stabiesi dobbiamo pagare per goderci il nostro mare.
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Vicinanza stava facendo un bel lavoro, ma a questa interruzione ci sarà un perché». Nonostante i drammatici fatti, sono tanti però i cittadini che mostrano sostegno all’ormai ex sindaco Luigi Vicinanza. «L’unico sindaco che ha fatto qualcosa per questa città è stato Vicinanza. Tutti quelli prima di lui hanno rubato lo stipendio, facendo i propri interessi e riempiendosi le tasche. L’unico uomo con la “U” maiuscola è stato Vicinanza. Lui ha avuto coraggio» ha denunciato Michele Oliva.
Il signor Catello, durante il suo giro in bici in villa comunale riflette invece sulla scelta del Consiglio dei ministri di sciogliere l’amministrazione: «Se dovessi fare un paragone tra ciò che ha fatto Vicinanza e ciò che invece hanno fatto gli altri, io non avrei interrotto il suo mandato». Interrotti dai microfoni di Metropolis durante una partita a sette e mezzo, un gruppo di anziani signori ci tiene a sottolineare che: «Siamo tutti a favore di Vicinanza», mentre la signora Anna si mostra profondamente rammaricata dalla dipartita del sindaco: «Il governo di destra ha fatto delle cose terribili per questa città. Ed infine ci ha tolto anche il sindaco».
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«Se Vicinanza si ricandida alle prossime elezioni, io lo rivoto. In caso contrario, non voterò per nessun’altro» è il parere del signor Pasquale, seduto dietro l’Edicola Lo Scrigno intento ad ammirare la Cassarmonica. I più colpiti dall’accaduto sono stati sicuramente i giovani, stanchi di una città malata. «È scoraggiante per i cittadini vedere ancora una volta la propria città legata a problemi di corruzione e criminalità.
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Avere a che fare sempre con le stesse situazioni è demoralizzante» ammette il giovane Francesco Genovese. «Ciò che è accaduto è lo specchio della nostra società. Se continuano a presentarsi queste dinamiche è perché le persone non sono abbastanza arrabbiate. Alcuni se ne fregano, altri beneficiano di queste situazioni. Tra i ragazzi non c’è nessun interesse a cambiare le cose, nemmeno a parlarne. Dovremmo essere noi, giovani cittadini, a sensibilizzare sulla questione e a ribellarci. Basta viaggiare all’estero per capire quanto le cose qui non funzionano bene» conclude il giovanissimo Flavio Buonocore, facendosi portavoce di un’esigenza impellente per tutte le città infestate da questa piaga: la speranza che le giovani generazioni possano cambiare le cose.