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La Campania resta una delle regioni simbolo dell’abusivismo edilizio in Italia, con migliaia di ordinanze di demolizione rimaste sulla carta e un territorio ancora segnato da costruzioni illegali. Per provare a invertire la rotta, questa mattina, a bordo della Goletta Verde di Legambiente, è stato firmato un protocollo d’intesa tra Regione Campania e Legambiente Campania che punta a rafforzare il monitoraggio del fenomeno e a costruire una banca dati condivisa per accelerare le attività di contrasto. L’accordo è stato sottoscritto dalla presidente di Legambiente Campania Mariateresa Imparato, dagli assessori regionali Claudia Pecoraro e Vincenzo Cuomo, alla presenza del presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani.
L’iniziativa arriva a ventotto anni dal primo storico abbattimento di un ecomostro campano, quello delle 73 villette abusive sulla litoranea di Eboli, demolite nel 1998. Da allora sono stati cancellati altri simboli del cemento illegale, dall’Hotel Fuenti di Vietri sul Mare alle torri del Villaggio Coppola di Castel Volturno, fino agli scheletri di Montecorice e all’ecomostro di Alimuri a Vico Equense. Complessivamente, negli anni, sono stati demoliti oltre un milione e mezzo di metri cubi di cemento abusivo.
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Il nuovo protocollo prevede la raccolta sistematica dei dati sull’abusivismo edilizio attraverso una scheda elaborata da Legambiente nell’ambito della campagna “Abbatti l’abuso” e adattata alla realtà campana. La Regione coinvolgerà i Comuni nelle attività di monitoraggio, promuovendo anche iniziative di sensibilizzazione, mentre Legambiente avrà il compito di elaborare i dati e predisporre report periodici a supporto delle istituzioni. L’obiettivo è costruire un quadro costantemente aggiornato del fenomeno per rendere più efficaci le azioni di contrasto e migliorare la pianificazione urbanistica e paesaggistica.
È prevista anche l’istituzione di un tavolo tecnico interistituzionale che dovrà individuare strategie condivise per ridurre il fenomeno e favorire interventi di rigenerazione urbana. I numeri, però, raccontano una situazione ancora estremamente critica. Secondo l’ultimo rapporto “Abbatti l’abuso”, tra il 2004 e il dicembre 2022 nei 110 Comuni campani che hanno risposto al monitoraggio sono state emesse 23.635 ordinanze di demolizione, ma gli immobili effettivamente abbattuti sono stati appena 3.107, pari al 13,1% del totale.
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La Campania detiene inoltre il primato nazionale per numero di pratiche di abusivismo in rapporto alla popolazione, con un’ordinanza ogni 236 abitanti. Secondo il rapporto Bes dell’Istat, nella regione vengono realizzate 50,4 abitazioni abusive ogni 100 costruite regolarmente, mentre nelle isole minori il fenomeno raggiunge livelli ancora più allarmanti. La situazione più complessa resta quella della Città Metropolitana di Napoli, dove si concentra circa la metà delle ordinanze di demolizione regionali e i tassi di esecuzione oscillano appena tra il 10 e il 12%. Particolarmente delicata la situazione dell’area flegrea, della fascia vesuviana e soprattutto di Ischia, considerata uno dei casi più gravi d’Italia per densità di costruzioni abusive e numero di condoni ancora inevasi.
Anche la provincia di Salerno continua a registrare una forte pressione edilizia, soprattutto lungo la Costiera Amalfitana e il Cilento, spesso in aree sottoposte a vincoli paesaggistici. Più contenuto, invece, il fenomeno nelle province interne di Avellino e Benevento, dove i tassi di demolizione risultano sensibilmente superiori alla media regionale.
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Un altro dato evidenzia le difficoltà del sistema: soltanto 625 immobili abusivi, pari al 2,6% delle ordinanze emesse, sono stati acquisiti al patrimonio comunale. Ancora più limitato il ricorso alla procedura prevista dalla legge che consente l’intervento dei prefetti in caso di inerzia dei Comuni: appena 107 ordinanze, lo 0,5% del totale. Negli ultimi anni, tuttavia, qualcosa sembra muoversi. A Napoli, dopo l’insediamento del procuratore capo Nicola Gratteri, il ritmo delle demolizioni è più che raddoppiato, passando da una media di 71 abbattimenti l’anno a circa 181.
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«Dopo la Calabria anche la Campania avvia un importante percorso di monitoraggio per contrastare la piaga dell’abusivismo», ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, sottolineando come la collaborazione tra istituzioni e associazioni rappresenti la strada giusta per costruire una gestione del territorio più responsabile. Soddisfatta anche la presidente di Legambiente Campania, Mariateresa Imparato, secondo cui disporre di dati omogenei e aggiornati consentirà di costruire politiche più efficaci. «L’abusivismo edilizio – ha evidenziato – non è soltanto una questione di legalità, ma riguarda la sicurezza delle persone, la tutela del paesaggio e la difesa di un territorio sempre più fragile e vulnerabile agli effetti della crisi climatica».