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Era finito a processo con l’accusa di aver aggredito un uomo colpendolo con una mazza da baseball e di averlo minacciato di morte poco prima dell’agguato. Ma al termine del dibattimento il Tribunale di Torre Annunziata ha assolto un 43enne di Scanzano, ritenendo non provata la ricostruzione accusatoria.
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I fatti risalgono all’aprile del 2024 e, secondo la Procura di Torre Annunziata, sarebbero avvenuti lungo viale Europa, a Castellammare di Stabia. Per l’accusa, l’imputato avrebbe prima contattato telefonicamente la vittima, rivolgendole pesanti minacce di morte, e poco dopo l’avrebbe raggiunta per strada, colpendola ripetutamente con una mazza da baseball. L’aggressione provocò alla vittima lesioni giudicate guaribili in 30 giorni.
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Da quell’episodio prese il via l’inchiesta che portò il 43enne davanti al giudice con le accuse di lesioni aggravate e minacce. Nel corso del processo, tuttavia, la ricostruzione della Procura è stata contestata dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Mariano Morelli.
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Il legale ha concentrato la propria strategia sulle dichiarazioni della persona offesa, evidenziando, secondo la tesi difensiva, una serie di incongruenze e di profili di discordanza emersi nel racconto fornito durante le varie fasi del procedimento. Elementi che, per la difesa, hanno finito per incidere sull’attendibilità della versione accusatoria, alimentando dubbi sull’effettiva dinamica dei fatti e sull’identificazione dell’autore dell’aggressione. A pesare sull’esito del processo è stata anche l’assenza di riscontri oggettivi.
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L’aggressione, infatti, non sarebbe stata immortalata da sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e nel fascicolo non erano presenti immagini in grado di confermare la ricostruzione dell’accusa o di collocare l’imputato sul luogo del pestaggio. Oltre a questo la difesa è riuscita a dimostrare che prima dell’accaduto non ci sarebbero stati contatti telefonici tra il suo assistito e la persona offesa. Proprio la mancanza di elementi esterni di riscontro, unita ai dubbi emersi nel corso dell’istruttoria dibattimentale, ha portato il giudice ad assolvere il 43enne, facendo cadere le accuse formulate nei suoi confronti.