Castellammare, luminarie di Natale: le mani del boss D'Alessandro sul business delle feste
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Le ombre della camorra sull’appalto delle luminarie natalizie e su quello dell’installazione dei tabelloni elettorali e dell’allestimento dei seggi per le elezioni regionali del 2025. Sono le due commesse che il Comune di Castellammare ha affidato alla Allestilux Srl, ditta operante da diversi decenni nell’area stabiese e finita nella relazione della commissione d’accesso che ha portato allo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. Gli 007 inviati dalla Prefettura si sono concentrati sul volume d’affari della ditta e sui suoi gestori. Da quanto emerge dalle inchieste dell’Antimafia, i due imprenditori avrebbero avuto diversi contatti con esponenti del clan D’Alessandro, la cosca egemone a Castellammare. I due imprenditori, va precisato, non sono mai stati indagati per reati di camorra.
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Ma dalle informative delle ultime inchieste emerge un rapporto tra i titolari dell’azienda e gli esponenti della cosca che oscilla tra l’essere vittime di estorsione da parte dei boss dei D’Alessandro e il trarre profitto dalla sottomissione alle imposizioni del clan. Tra le pagine dell’ultima ordinanza di custodia cautelare eseguita nei giorni scorsi emerge la figura di Francesco Avallone, braccio destro del boss Paolo Carolei. L’uomo, secondo la Dda, avrebbe imposto, nell’aprile del 2024, in occasione della festa per la promozione della Juve Stabia, l’obbligo di rifornirsi dalla Allestilux a un ristorante del lungomare per addobbare il locale con striscioni della squadra di calcio.
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Il nome della ditta compare anche in un’altra inchiesta dell’Antimafia. In questo caso, e siamo nell’ottobre 2024, gli investigatori captano diverse intercettazioni durante le quali emergerebbe un boicottaggio imposto dai boss Pasquale e Vincenzo D’Alessandro ai danni della Allestilux. L’ipotesi dell’Antimafia è che vi fosse stato, all’epoca, un contrasto su una “quota” estorsiva non saldata alla cosca di Scanzano. I boss decisero così di punire l’azienda imponendo a bar e ristoranti di non rifornirsi dalla solita ditta per le luminarie natalizie, che fino a quel momento, sostiene l’Antimafia, erano sempre stati favoriti dalla cosca perché, appunto, “favorivano il clan” pagando le estorsioni.
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Questa vicenda è riportata anche nella relazione della commissione d’accesso. Il Comune ha affidato due appalti all’azienda: quello per l’installazione delle luminarie natalizie del 2024 e quello per la sistemazione dei seggi elettorali nell’ottobre del 2025. Nel mirino della commissione è finito anche un affidamento, sempre per l’allestimento dei seggi elettorali, nel marzo del 2026, aggiudicato alla Ruotolo Service che, da quanto emerge, per lo svolgimento del servizio avrebbe utilizzato mezzi e personale della Allestilux.
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La ditta, inoltre, era già finita nella relazione della commissione d’accesso del 2022 che portò allo scioglimento della giunta Cimmino. All’azienda, tra il 2018 e il 2020, furono affidati dieci appalti, dato che è stato azzerato durante il mandato della commissione prefettizia. La ditta è infatti tornata a lavorare per il Comune solamente dopo il ritorno della politica, nonostante, sottolinea la commissione, l’azienda non avrebbe potuto ricevere appalti perché gravata da una situazione debitoria nei confronti del Fisco.
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La vicenda Allestilux – secondo gli ispettori inviati dal Ministero – assume un valore emblematico, poiché descrive un contesto nel quale l’impresa, pur collocandosi in una posizione formalmente lecita, si interfaccia con un circuito criminale che ne condiziona l’operatività. Ne emerge di fatto l’immagine di una ditta che, dopo una fase di apparente esclusione decretata dal clan, torna a operare anche sulla pubblica via, recuperando spazi e commesse in un settore direttamente attenzionato dal sodalizio mafioso. La circostanza che l’imprenditore risulti, al tempo stesso, soggetto esposto alla pressione criminale e referente sostanziale dell’impresa poi destinataria di affidamenti comunali diretti restituisce un intreccio particolarmente allarmante tra dinamiche estorsive, gestione del mercato e accesso alla contrattualistica pubblica, che l’ente avrebbe dovuto cogliere e presidiare con ben maggiore rigore.