Guerra agli abusi edilizi, in arrivo 10 demolizioni a Torre del Greco
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Una casa ampliata abusivamente, un secondo fabbricato destinato a uso residenziale e deposito, oltre a una tettoia realizzata senza autorizzazioni. È il risultato dell’ennesimo intervento di contrasto all’abusivismo edilizio eseguito nel territorio vesuviano, dove nei giorni scorsi è stata portata a termine la demolizione di una serie di opere abusive in via Cantinelle, nel comune di Trecase, in esecuzione di un ordine emesso dal Tribunale di Torre Annunziata.L’intervento rientra nell’attività coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, che continua a considerare il contrasto agli abusi edilizi una delle priorità dell’azione giudiziaria, soprattutto nelle aree sottoposte a particolari vincoli ambientali e paesaggistici.
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Le opere demolite comprendevano un manufatto in muratura di circa 55 metri quadrati, realizzato in ampliamento di un piccolo vano preesistente di appena sei metri quadrati. L’immobile era stato trasformato in una vera e propria unità abitativa composta da ingresso, soggiorno, camera da letto e bagno, con solaio in cemento armato e un’altezza interna di circa 2,65 metri.
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Le ruspe hanno poi abbattuto un secondo manufatto abusivo di circa 42 metri quadrati di superficie utile, affiancato da piccoli locali adibiti a deposito per una superficie complessiva di circa 27 metri quadrati. A completare il complesso vi era una tettoia in ferro con copertura in plexiglass, installata a protezione di un camminamento pavimentato lungo circa tredici metri.
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Secondo quanto evidenziato dalla Procura, gli immobili insistevano in un’area particolarmente delicata dal punto di vista urbanistico e ambientale. Via Cantinelle ricade infatti in un contesto sottoposto a vincolo paesaggistico previsto dal Piano territoriale paesistico dei Comuni vesuviani, con l’obiettivo di tutelare il paesaggio, la morfologia del territorio e la vegetazione tipica. La zona è inoltre interessata dal vincolo idrogeologico previsto dal Piano di assetto idrogeologico dell’Autorità di bacino, è classificata come area sismica di seconda categoria e rientra nella cosiddetta Zona Rossa del Vesuvio, l’area a più elevato rischio vulcanico disciplinata dalla normativa regionale.Anche sotto il profilo urbanistico il sito presenta limitazioni significative.
Il Piano urbanistico comunale di Trecase inserisce infatti via Cantinelle tra gli ambiti agricoli di valore paesaggistico, destinati prevalentemente a vigneti e frutteti, e tra le aree urbane soggette a interventi di riqualificazione, dove ogni trasformazione edilizia è sottoposta a rigorosi controlli.Particolarmente significativo è il dato relativo ai tempi della vicenda giudiziaria. L’ordine di demolizione eseguito in questi giorni trae origine da una sentenza di condanna divenuta definitiva e risalente al 2006.
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A distanza di quasi vent’anni, il provvedimento è stato finalmente eseguito, restituendo l’area allo stato originario.La demolizione è avvenuta in regime di autodemolizione. È stato infatti lo stesso proprietario dei manufatti a provvedere all’abbattimento delle opere abusive, evitando così che i costi dell’intervento gravassero sul Comune o sulla Cassa Depositi e Prestiti, come avviene nei casi in cui gli enti pubblici debbano sostituirsi ai privati inadempienti.Per la Procura di Torre Annunziata, l’esecuzione degli ordini di demolizione rappresenta uno strumento essenziale non solo per ripristinare la legalità violata e tutelare un territorio di straordinario pregio ambientale, ma anche per rafforzare l’effetto deterrente nei confronti dell’abusivismo edilizio, fenomeno che continua a rappresentare una delle principali criticità nell’area vesuviana.