Sigilli al “Castello delle Cerimonie”: sequestrato il Grand Hotel La Sonrisa, avviato lo sgombero
Sigilli agli uffici e ai locali commerciali, cartelli di sequestro affissi agli ingressi e avvio dello sgombero delle persone presenti…
Dopo una lunga battaglia giudiziaria e amministrativa, non ancora del tutto conclusa, il Comune di Sant’Antonio Abate è entrato in possesso della Sonrisa. Una montagna già scalata tra udienze, ricorsi e opposizioni della famiglia Polese che oggi consegna all’amministrazione guidata dalla sindaca Ilaria Abagnale un nuovo Everest da affrontare: la gestione del bene, la definizione di un piano di riutilizzo pubblico e, soprattutto, la sua tutela da eventuali raid vandalici.
Sigilli al “Castello delle Cerimonie”: sequestrato il Grand Hotel La Sonrisa, avviato lo sgombero
Sigilli agli uffici e ai locali commerciali, cartelli di sequestro affissi agli ingressi e avvio dello sgombero delle persone presenti…
Proprio quest’ultimo aspetto è stato affrontato con un primo provvedimento. Il Comune ha affidato, per un importo di 90mila euro, il servizio di vigilanza a una società privata che si occuperà della sorveglianza dell’ex Castello delle Cerimonie per i prossimi cinque mesi. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale è stata inoltre approvata una variazione urgente di bilancio da 160mila euro, destinata a coprire, oltre ai costi della vigilanza, le prime spese per lo sgombero del complesso, iniziato la scorsa settimana, e il canone di locazione di un deposito dove conservare gli arredi rimossi dalla struttura. Si tratta, almeno per ora, di cifre contenute rispetto ai costi che l’ente dovrà sostenere nei prossimi mesi.
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La gestione del complesso, in assenza di un progetto di recupero e rifunzionalizzazione, rischia infatti di trasformarsi in una voce di spesa sempre più pesante per il bilancio comunale. Risorse che inevitabilmente ricadranno sulla collettività, chiamata a sostenere i costi di un bene che, fino alla chiusura, rappresentava una delle principali realtà economiche del territorio, garantendo occupazione e lavoro anche alle imprese dell’indotto. Già prima della chiusura della struttura, il Comune aveva affidato a un professionista, per un importo di 39mila euro, l’incarico di predisporre un progetto per il riutilizzo dell’immobile. Solo dopo la presentazione di questo elaborato l’amministrazione deciderà il futuro della Sonrisa.
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Tra le ipotesi sul tavolo non è esclusa nemmeno quella dell’abbattimento dell’intero complesso alberghiero. A pesare sui conti dell’ente saranno anche i mancati introiti tributari. Il Comune, infatti, non incasserà più le somme versate dalla Sonrisa attraverso Imu, Tari e il canone di occupazione sine titulo corrisposto dalla famiglia Polese: complessivamente circa 480mila euro all’anno. La partita giudiziaria, però, non è ancora chiusa. Dopo la confisca della Sonrisa, divenuta definitiva nel 2024 ma eseguita soltanto nei giorni scorsi, resta pendente davanti al Consiglio di Stato il giudizio di merito sulla revoca delle licenze, con decisione attesa a novembre.
Sigilli al Castello delle Cerimonie, i vigili fanno irruzione all'Hotel La Sonrisa | LE FOTO
A Sant'Antonio Abate scattano i sigilli al Castello delle Cerimonie, i vigili fanno irruzione all'Hotel La Sonrisa
In Cassazione, invece, è stato presentato un ricorso per la revisione del processo relativo alla lottizzazione abusiva. Nel frattempo la Procura di Torre Annunziata ha disposto un nuovo sequestro della struttura per violazione dei sigilli. Il provvedimento, eseguito la scorsa settimana, ha di fatto consegnato definitivamente l’ex Castello delle Cerimonie al Comune, che ora si trova ad affrontare una delle sfide amministrative più complesse della sua storia. Resta infine aperto il fronte occupazionale. È ancora in bilico il destino dei circa cento lavoratori – tra camerieri, personale di sala, cuochi e chef – rimasti senza impiego proprio all’inizio della stagione estiva.