Un’altra doccia gelata, un’altra speranza che svanisce per la riapertura del complesso «La Sonrisa», il ristorante divenuto famoso a livello…
CRONACA
12 luglio 2026
Caso Sonrisa | I Polese alzano bandiera bianca: «Pronti a lasciare il Castello»
Dopo l’ultima sentenza la famiglia che gestisce il complesso alza bandiera bianca
Nei prossimi giorni potrebbe iniziare la pianificazione dello sgombero della struttura
ll Castello delle Cerimonie potrebbe non riaprire mai più. E dopo l’ultima sentenza della Corte di Cassazione questa possibilità sta diventando sempre più concreta. Soprattutto per questo la famiglia Polese starebbe già pensando di abbandonare il complesso prima che il Tribunale amministrativo pronunci tutte le sentenze nel merito sulle ordinanze di sgombero emanate dal Comune di Sant’Antonio Abate, da eseguire sia sui locali dell’hotel-ristorante sia sulle abitazioni situate all’interno del complesso di via Stabia.
Agli uffici del Comune abatese, va precisato, non è ancora arrivata alcuna comunicazione ufficiale. Ma una prima conferma sulle intenzioni dei Polese – voce che circola già da diversi giorni – è arrivata nella giornata di ieri, quando l’avvocato penalista che assiste la famiglia, Dario Vannetiello, non ha smentito la circostanza rispondendo alle domande dei giornalisti in merito alla volontà dei Polese di lasciare anzitempo la struttura.
Una situazione che rappresenta un colpo di scena in una vicenda giudiziaria che, ad oggi, è tutt’altro che chiusa. A pesare sarebbe anche il fatto che la famiglia, ormai dal 2024 (quando diventò definitiva la confisca della struttura per lottizzazione abusiva), versa ogni mese al Comune di Sant’Antonio Abate 39mila euro a titolo di occupanti sine titulo dell’immobile. Una cifra consistente che, sostanzialmente, veniva coperta dagli elevatissimi incassi provenienti dagli eventi organizzati all’interno della Sonrisa.
Dopo lo stop a tutte le attività, arrivato il 15 giugno scorso, i cancelli della struttura si sono chiusi definitivamente dopo oltre quarant’anni di attività, durante i quali il complesso è stato sede di importanti rassegne musicali e ha ospitato personaggi internazionali dello spettacolo. Dal punto di vista processuale, però, la vicenda non è del tutto chiusa, visto che a breve la Cassazione fisserà una nuova udienza su un altro ricorso per la revisione del processo, dopo l’ultimo rigettato. Secondo la difesa, la condanna alla confisca dovrebbe essere annullata perché sarebbe stata pronunciata sulla base di una prova falsa. Sempre sul fronte penale, contro la sentenza del 2024 che ha portato alla confisca è pendente un ricorso davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo.
La decisione potrebbe arrivare anche tra diversi anni. Davanti alla Corte d’Appello di Napoli è inoltre pendente un’istanza di incidente di esecuzione relativa alla confisca della struttura, presentata nell’interesse di una delle tre società ritenute responsabili della lottizzazione abusiva. Le altre due sono già state rigettate, con decisioni confermate dalla Cassazione.
Dal punto di vista amministrativo, invece, la prossima decisione fondamentale riguarderà la revoca delle licenze della struttura da parte del Comune di Sant’Antonio Abate. I giudici, lo scorso 5 giugno, hanno respinto l’istanza cautelare contro il provvedimento e deciso di pronunciarsi nel merito il prossimo novembre. Una decisione che ha di fatto portato alla chiusura dei cancelli del Castello delle Cerimonie e allo stop immediato di tutte le attività. Nel frattempo, però, i Polese avrebbero intenzione di abbandonare il Castello, consegnandolo al Comune, che al momento è il legittimo proprietario dell’intero complesso.

