Castellammare. L’ingresso delle Terme murato dalla monnezza
LA DENUNCIA
30 luglio 2026
LA DENUNCIA

Castellammare. L’ingresso delle Terme murato dalla monnezza

Rifiuti davanti al parco delle Terme chiuso da 15 anni
Tiziano Valle

Fino a 15 anni fa, anno più anno meno, dal quel cancello in foto si poteva accedere al parco idropinico delle Nuove Terme. Ai cittadini o ai visitatori bastava scendere una piccola rampa di scale e trovarsi in un’area dove c’erano commercianti che vendevano oggetti brandizzati di Castellammare e promuovevano, oltre ad articoli, promuovendo a loro modo il turismo sul territorio. Poi, andando avanti, si poteva accedere all’area congressuale e al salone delle Terme oppure nella zona della mescita dove sgorgava l’acqua delle sorgenti stabiesi.

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Il parco sociale

Continuando a passeggiare si accedeva poi al parco immerso nel verde, tra giardini ben curati e spazi dov’era possibile trovare frescura (quantomai necessaria in questi giorni di caldo afoso). Più avanti c’era Villa Ersilia (purtroppo a lungo chiusa), il belvedere e il laghetto dei cigni, che ha ospitato tante manifestazioni e persino programmi televisivi di successo. Infine, c’era la pineta, dove nei pomeriggi d’estate, gli anziani si svagavano con balli di gruppo e il liscio.

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La risorsa sconosciuta

E’ una storia che vale la pena raccontare perché gran parte dei giovani di Castellammare di Stabia non possono conoscerla. Il parco è chiuso ormai dal 2013 e se oggi volessero accedere a quella struttura che per anni ha rappresentato una straordinaria risorsa sociale, turistica e anche occupazionale, per loro sarebbe praticamente impossibile.

Il muro di rifiuti

L’accesso al parco urbano delle Nuove Terme è di fatto murato da una montagna di rifiuti di ogni genere. Gli incivili hanno preso il sopravvento. Arrivano lì con camion, furgoni, auto private e utilizzano quello spazio come una discarica. Non è la prima volta che accade. Quando il Comune si accorge delle segnalazioni, poi, fa un affidamento alla ditta che deve rimuovere tutto e si ricomincia. Raramente è anche capitato che qualche incivile è stato identificato e multato. Ma non è bastato.

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Il fallimento politico

E’ un po’ come la teoria della finestra rotta, quello spazio dimenticato e abbandonato da luogo di pregio è diventato pian piano luogo di degrado. E quella foto dell’ingresso al parco delle Terme murato dalla monnezza può diventare tranquillamente il manifesto di un fallimento politico che ha radici profonde e va ben oltre il recente scioglimento per infiltrazioni della criminalità organizzata del consiglio comunale.

Le ipotesi tramontate

Si è vociferato più volte di tentativi di recupero di quel parco urbano, ci sono state manifestazioni che si sono svolte lì, a pochi metri di distanza. La passata amministrazione di centrodestra aveva anche tentato una tortuosa strada che conduceva alla privatizzazione. Ma nei fatti, nessuno è riuscito a metterci veramente mano.

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La proprietà del Comune

Tra l’altro, la proprietà di quel parco è passata in mano al Comune come saldo dei debiti che la partecipata Sint aveva nei confronti dello stesso Ente controllante. Una manovra finanziaria che è servita solo a garantire qualche aggiusto nei conti della società, ma che nei fatti ha creato più grattacapi che altro al Comune che si ritrova proprietario di un bene per il quale occorrerebbero circa 8 milioni di euro solo per ripristinarlo. Soldi che non ci sono. Ma poi: per farne che? Nemmeno su questo è riuscita la politica ad aprire un confronto, che sarebbe quantomeno utile per cancellare quello scempio.