Le mani del clan D’Alessandro sull’affare della vendita di scatole per San Valentino, sugli addobbi a ristoranti e bar per…
CRONACA
29 luglio 2026
Castellammare | Scommesse illegali: scarcerati i «Maghi delle quote»
Obbligo di firma per Maurizio Lopez e Antonio De Simone. Pizzo di San Valentino, scarcerata Simona Coppola
Due giorni. Tanto è durata la misura cautelare a carico di Maurizio Lopez, 61 anni, e Antonio De Simone, 57 anni, accusati di associazione per delinquere, trasferimento fraudolento di valori e autoriciclaggio nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Napoli sul presunto sistema di scommesse illegali.
I due imprenditori sono stati scarcerati e ora sono sottoposti all’obbligo di firma. Le accuse sono scaturite dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli che ha ricostruito il presunto sistema con cui Lopez e De Simone avrebbero macinato decine di migliaia di euro puntando su eventi sportivi attraverso i loro centri scommesse e quelli intestati a prestanome, situati tra Castellammare di Stabia, l’area dei Lattari e la Penisola Sorrentina.
Le contestazioni mosse dagli inquirenti avevano portato all’applicazione degli arresti domiciliari nei confronti dei due imprenditori, misura che ieri, in tarda serata, è stata revocata dopo l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Giovanni De Angelis. Davanti al giudice, Lopez e De Simone, assistiti dall’avvocato Francesco Schettino, hanno fornito la loro versione dei fatti.
I due hanno spiegato che la «Lode Bet», società madre del presunto sistema, sarebbe stata intestata ai figli con l’obiettivo di avviarli al mondo del lavoro e consentire loro di intraprendere un’attività imprenditoriale anche attraverso l’apertura degli altri centri scommesse finiti nell’inchiesta.
Gli indagati hanno inoltre chiarito al gip le circostanze del loro incontro con Paolo Carolei, boss ergastolano del clan D’Alessandro, spiegando che non sarebbe stato un appuntamento organizzato per favorire i propri interessi o per ottenere vantaggi illeciti. Nel corso dell’interrogatorio la difesa ha depositato anche una corposa documentazione relativa ad altre fonti di reddito completamente lecite.
Il gip, pur ritenendo che gli elementi forniti dalla difesa non abbiano al momento modificato il quadro indiziario delineato dalla Procura, ha disposto la revoca dei domiciliari anche in considerazione del sequestro delle quattro società di scommesse coinvolte nell’inchiesta.
Stessa decisione per Simona Coppola, assistita dai legali Stefano Sorrentino e Michele De Luca. La donna è coinvolta nello stesso procedimento ma risponde di estorsione aggravata dal metodo mafioso in concorso con Francesco Avallone e Paolo Carolei. Secondo l’accusa, Avallone, sfruttando la sua appartenenza al clan D’Alessandro, avrebbe costretto alcuni ristoranti e bar ad acquistare scatole per San Valentino che, sempre secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero state prodotte da Simona Coppola. La donna, incensurata e agente di vendita, nel corso dell’interrogatorio ha fornito la propria versione dei fatti. Anche per lei il gip ha disposto la revoca degli arresti domiciliari, applicando la misura dell’obbligo di firma.

