Castellammare | vittima delle slot: «Spaccio cocaina per ripagare i debiti di gioco»
LA STORIA
30 luglio 2026
LA STORIA

Castellammare | vittima delle slot: «Spaccio cocaina per ripagare i debiti di gioco»

Il 34enne sorpreso a Vico Equense mentre trasportava 20 dosi. L’uomo in lacrime di fronte al giudice: «Avevo bisogno di soldi»
Michele De Feo

Quando ha preso la parola davanti al giudice, la voce si è incrinata quasi subito. Poi sono arrivate le lacrime. Non ha negato ciò che gli viene contestato, ma ha provato a raccontare il percorso che, a suo dire, lo ha condotto fino a quel banco del Tribunale di Torre Annunziata. «Ho iniziato a spacciare per pagare i debiti del gioco». Poche parole, pronunciate durante il processo per direttissima, che hanno restituito il ritratto di un uomo schiacciato da una dipendenza e dalle conseguenze delle proprie scelte.

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Protagonista della vicenda è un 34enne di Castellammare di Stabia, arrestato nei giorni scorsi a Vico Equense dopo essere stato trovato in possesso di venti involucri di cocaina. Circa 11 grammi che sul mercato nero possono arrivare a valere poco più di mille euro e che all’uomo sarebbero fruttati una miseria. Soldi che avrebbe poi potuto riutilizzare per trovare respiro da chi lo tormenta per rientrare nei suoi debiti. Per la Procura il quadro indiziario era sufficiente a contestargli il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e a chiedere nei suoi confronti la misura cautelare più afflittiva: la custodia in carcere.

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L’udienza davanti al giudice Emma Aufieri, però, non si è limitata alla ricostruzione dei fatti contestati. Il 34enne ha scelto di rendere dichiarazioni spontanee, trasformando quel momento processuale in un racconto personale, segnato dalla vergogna e dal rimorso. Davanti al magistrato ha spiegato di essere precipitato, nel tempo, nella dipendenza dal gioco d’azzardo. Una spirale che avrebbe divorato i suoi risparmi, accumulato debiti e compromesso ogni equilibrio personale. Fino a convincerlo, secondo la sua versione, che spacciare fosse l’unico modo per recuperare denaro e tentare di saldare quanto doveva. Un racconto che non cancella le responsabilità penali né attenua la gravità dell’accusa, ma che ha mostrato il volto umano di una vicenda che affonda le radici in una fragilità sempre più diffusa.

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La ludopatia, riconosciuta come una vera e propria dipendenza comportamentale, spesso lascia dietro di sé famiglie in difficoltà, problemi economici e persone che finiscono per compiere scelte disperate nella convinzione di poter uscire da un tunnel che, invece, continua ad allungarsi. Durante l’udienza il 34enne è apparso provato. Il suo racconto è stato accompagnato da momenti di forte commozione, mentre provava a spiegare come la ricerca continua di denaro per alimentare il gioco e coprire i debiti lo avesse trascinato in un contesto criminale dal quale oggi sostiene di voler uscire. A rappresentarlo sono stati gli avvocati Giuliano Sorrentino e Giovanni Sicignano, che hanno illustrato al giudice il quadro personale dell’imputato, evidenziando il contesto nel quale sarebbe maturata la vicenda e chiedendo una misura cautelare diversa dal carcere.

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Al termine dell’udienza, il giudice Emma Aufieri ha rigettato la richiesta della Procura di applicare la custodia cautelare in carcere e ha disposto gli arresti domiciliari, misura con la quale il 34enne affronterà le prossime fasi del procedimento. Il processo proseguirà nelle sedi competenti, dove saranno valutati gli elementi raccolti dagli investigatori e le tesi delle parti. Da un lato restano il ritrovamento dei venti involucri di cocaina e l’accusa di detenzione ai fini di spaccio; dall’altro il racconto di un uomo che ha provato a spiegare come una dipendenza dal gioco, iniziata come un’illusione e trasformata in ossessione, abbia finito per condizionare ogni aspetto della sua vita.

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Rapporto Exodus Il 50% dei pazienti abbandona il percorso

Il fenomeno della ludopatia continua a rappresentare una delle principali emergenze sociali del territorio stabiese. A fotografare la situazione è il report 2023 della Fondazione Exodus ‘94, presentato nel corso dell’assemblea annuale. In quattro anni sono state 90 le persone che si sono rivolte allo sportello chiedendo aiuto per uscire dalla dipendenza dal gioco d’azzardo. Di queste, 58 hanno interrotto il percorso nelle fasi preliminari, mentre il gruppo terapeutico ha coinvolto complessivamente 55 pazienti. I dati evidenziano che 23 persone hanno concluso con successo il programma di recupero e soltanto due hanno registrato ricadute dopo la fine del percorso. Altri 16 utenti hanno interrotto il trattamento nella fase intermedia, mentre 16 sono ancora seguiti dagli operatori della fondazione.