Castellammare. Aiutano i disabili, non hanno una sede
L'APPELLO
31 luglio 2026
L'APPELLO

Castellammare. Aiutano i disabili, non hanno una sede

L'associazione L'Aliante: «I commissari ci ricevano al Comune»
Tiziano Valle

Un grido d’aiuto ma anche una ferma denuncia contro il silenzio delle istituzioni. L’associazione “L’Aliante”, da vent’anni punto di riferimento a Castellammare di Stabia per la crescita e l’integrazione dei ragazzi diversamente abili, torna a chiedere a gran voce uno spazio idoneo dove poter proseguire le proprie attività.

Il silenzio del Comune

A farsi portavoce di questa battaglia è la presidente dell’ente, Annamaria Auricino Santoro, che punta il dito contro la prolungata assenza di risposte da parte del Comune. L’Aliante è una realtà dinamica dove i giovani con disabilità vivono il proprio percorso formativo e sociale anche attraverso l’espressione artistica, la musica e la creatività. Strumenti fondamentali per valorizzare il potenziale di ciascuno e stimolarne l’energia.

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La sede inagibile

Tuttavia, dalla fine dell’emergenza pandemica, la struttura ha perso la propria operatività ordinaria a causa della mancanza di una sede fisica. «Dopo il Covid – spiega la presidente, mamma anche di un giovane dell’associazione, Gaetano – il Comune non ci ha più garantito l’uso di uno spazio (quello usato anni prima era stato dichiarato inagibile) e non ci ha mai permesso di indicare le nostre esigenze e necessità in un incontro. Ma i nostri ragazzi hanno bisogno di svolgere attività terapeutiche come la musica l’arte, per evitar regressi cognitivi – aggiunge la responsabile Aliante – le attività che attualmente svolgono arrangiando in una stanza del mio studio professionale per alcuni giorni a settimana, come musicoterapia, arteterapia e teatro non sono il prodotto finale ma il processo emotivo che si attiva nella persona».

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Lo spettacolo

Nonostante le enormi difficoltà logistiche, l’associazione non ha fermato il proprio impegno. Lo scorso maggio, presso l’hotel Miramare, i ragazzi sono tornati ad esibirsi in un applauditissimo recital di fronte a familiari, amici e sostenitori, dimostrando ancora una volta il valore del lavoro svolto.

L’appello ai commissari

«Adesso vorremmo proseguire il nostro percorso con entusiasmo e passione ma soprattutto in un luogo ad hoc perché l’arte, la musica, il teatro sono fondamentali per queste persone disabili per comunicare. Servono a creare un obiettivo e migliorare la qualità della vita stimolando la memoria e favorendo di conseguenza l’inclusione sociale. Perciò – ha concluso la presidente Auricino Santoro – chiediamo ai commissari prefettizi da poco insediati a Palazzo Farnese, di esser ricevuti ed ascoltati per poter finalmente veder riconosciuto il sacrosanto diritto all’assegnazione di uno spazio per dar stabilità ai nostri ragazzi, e poterci aprir a nuove realtà condividendo iniziative con altre associazioni».