Castellammare. Aiutano i disabili, non hanno una sede
Un grido d’aiuto ma anche una ferma denuncia contro il silenzio delle istituzioni. L’associazione “L’Aliante”, da vent’anni punto di riferimento a Castellammare di Stabia per la crescita e l’integrazione dei ragazzi diversamente abili, torna a chiedere a gran voce uno spazio idoneo dove poter proseguire le proprie attività.
Il silenzio del Comune
A farsi portavoce di questa battaglia è la presidente dell’ente, Annamaria Auricino Santoro, che punta il dito contro la prolungata assenza di risposte da parte del Comune. L’Aliante è una realtà dinamica dove i giovani con disabilità vivono il proprio percorso formativo e sociale anche attraverso l’espressione artistica, la musica e la creatività. Strumenti fondamentali per valorizzare il potenziale di ciascuno e stimolarne l’energia.
La sede inagibile
Tuttavia, dalla fine dell’emergenza pandemica, la struttura ha perso la propria operatività ordinaria a causa della mancanza di una sede fisica. «Dopo il Covid – spiega la presidente, mamma anche di un giovane dell’associazione, Gaetano – il Comune non ci ha più garantito l’uso di uno spazio (quello usato anni prima era stato dichiarato inagibile) e non ci ha mai permesso di indicare le nostre esigenze e necessità in un incontro. Ma i nostri ragazzi hanno bisogno di svolgere attività terapeutiche come la musica l’arte, per evitar regressi cognitivi – aggiunge la responsabile Aliante – le attività che attualmente svolgono arrangiando in una stanza del mio studio professionale per alcuni giorni a settimana, come musicoterapia, arteterapia e teatro non sono il prodotto finale ma il processo emotivo che si attiva nella persona».
Lo spettacolo
Nonostante le enormi difficoltà logistiche, l’associazione non ha fermato il proprio impegno. Lo scorso maggio, presso l’hotel Miramare, i ragazzi sono tornati ad esibirsi in un applauditissimo recital di fronte a familiari, amici e sostenitori, dimostrando ancora una volta il valore del lavoro svolto.
L’appello ai commissari
«Adesso vorremmo proseguire il nostro percorso con entusiasmo e passione ma soprattutto in un luogo ad hoc perché l’arte, la musica, il teatro sono fondamentali per queste persone disabili per comunicare. Servono a creare un obiettivo e migliorare la qualità della vita stimolando la memoria e favorendo di conseguenza l’inclusione sociale. Perciò – ha concluso la presidente Auricino Santoro – chiediamo ai commissari prefettizi da poco insediati a Palazzo Farnese, di esser ricevuti ed ascoltati per poter finalmente veder riconosciuto il sacrosanto diritto all’assegnazione di uno spazio per dar stabilità ai nostri ragazzi, e poterci aprir a nuove realtà condividendo iniziative con altre associazioni».

