Comitato per la sicurezza a Sant’Antonio Abate, affrontato anche il «caso» Sonrisa
IL VERTICE
12 agosto 2026
IL VERTICE

Comitato per la sicurezza a Sant’Antonio Abate, affrontato anche il «caso» Sonrisa

Michele di Bari incontra istituzioni e forze dell'ordine: il punto sulla sicurezza sul territorio. C'è il nodo lavoratori del Grand Hotel chiuso
Michele De Feo

La sicurezza passa dai numeri, ma anche dalla capacità di non abbassare la guardia. A Sant’Antonio Abate il prefetto di Napoli Michele di Bari ha riunito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, facendo il punto sulla situazione del territorio e sulle principali criticità. Un quadro che, almeno sul fronte della criminalità, viene definito rassicurante: l’indice di delittuosità è «in calo notevolissimo», quasi dimezzato rispetto allo scorso anno. Pochi gli episodi registrati nei primi mesi dell’anno e, secondo quanto riferito dal prefetto, nessuno di particolare gravità. Ma dietro i numeri resta la necessità di mantenere alta l’attenzione, soprattutto in alcune aree della città dove continuano a emergere problemi legati allo spaccio di droga.

«È stato fatto un punto di situazione importante, approfondito e per certi versi mirato sulla situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica a Sant’Antonio Abate», ha spiegato Di Bari al termine del vertice. I dati, ha sottolineato, «sono rassicuranti», con una criminalità che ha registrato una significativa contrazione rispetto all’anno precedente.

Sant’Antonio Abate: segnali e insegne coperti, sipario sulla Sonrisa

Sant'Antonio Abate: segnali e insegne coperti, sipario sulla Sonrisa

Il sipario cala davvero. Dopo la chiusura definitiva del Grand Hotel La Sonrisa, arrivata in seguito alle sentenze definitive che…

Il Grande Fratello della sicurezza

Uno degli elementi sui quali il prefetto ha posto l’accento è il sistema di videosorveglianza presente sul territorio. Sant’Antonio Abate può contare complessivamente su 133 telecamere, comprese 22 dedicate alla lettura delle targhe. Un sistema che presto sarà ulteriormente potenziato. Il Comune ha infatti ottenuto un finanziamento da 150mila euro destinato all’installazione di altre 22 telecamere. Un investimento che, secondo Di Bari, consentirà di rafforzare ulteriormente il presidio del territorio e la capacità delle forze dell’ordine di prevenire e ricostruire eventuali episodi criminosi.

«Abbiamo sostanzialmente un presidio di sicurezza abbastanza incisivo», ha evidenziato il prefetto. Ma la presenza delle telecamere non può diventare un alibi per abbassare la guardia. Sant’Antonio Abate conta circa 20mila abitanti e, proprio per questo, «necessita sempre di una particolare attenzione».Attenzione che, secondo il rappresentante del Governo, arriva anche dall’amministrazione comunale e dalla polizia municipale. Di Bari ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dagli agenti e per l’atteggiamento del sindaco, con il quale negli ultimi mesi si sono susseguiti diversi incontri in Prefettura.Restano però alcune zone considerate più delicate. «Ci sono alcune piazze che dobbiamo assicurare con un servizio straordinario da parte delle forze di polizia in chiave antidroga», ha spiegato Di Bari. È soprattutto sul fronte dello spaccio che, dunque, si concentra una parte della nuova strategia di controllo del territorio.

Caso Sonrisa | Incubo vandali al Castello: il Comune assume i vigilantes

Caso Sonrisa | Incubo vandali al Castello: il Comune assume i vigilantes

Dopo una lunga battaglia giudiziaria e amministrativa, non ancora del tutto conclusa, il Comune di Sant’Antonio Abate è entrato in…

La Sonrisa, «una risposta dello Stato»

Nel corso dell’incontro non poteva mancare un riferimento alla vicenda della Sonrisa, il complesso che per anni ha rappresentato uno dei simboli dell’economia locale e che oggi è al centro di una complessa fase di passaggio dopo il trasferimento del bene al patrimonio comunale.Di Bari ha però voluto separare nettamente il tema della sicurezza da quello della destinazione dell’immobile e dalle conseguenze occupazionali della vicenda. «Credo che questa vicenda debba essere ripercorsa nei piani ordinari», ha detto il prefetto, ricordando che «oltre due anni fa questo cespite è stato trasferito al patrimonio del Comune».

Da allora l’amministrazione si è mossa per entrare in possesso dell’immobile, mentre la Procura della Repubblica di Torre Annunziata e la Procura generale hanno avuto un ruolo centrale nell’iter.Una situazione resa ancora più complessa dal fatto che una parte del complesso risulta ancora sottoposta a sequestro. Ci sono quindi aree commerciali e non commerciali, oltre a una porzione del bene ancora interessata da provvedimenti di sequestro.

Per il prefetto, però, il punto centrale è un altro: «C’è stata una risposta del diritto». La legge, ha sottolineato, ha stabilito in maniera definitiva il trasferimento del patrimonio al Comune. Sarà dunque l’amministrazione comunale a dover decidere quale futuro dare a un immobile che resta strategico per Sant’Antonio Abate.«Qui c’è stata soltanto una risposta dello Stato in termini di diritto», ha ribadito Di Bari, sottolineando il lavoro svolto dalla magistratura e da tutti gli organismi coinvolti nell’iter.

 

Il nodo dei lavoratori

Separato, ma altrettanto delicato, è il capitolo occupazionale. La vicenda della Sonrisa ha infatti prodotto pesanti conseguenze sui lavoratori, con circa 200 dipendenti rimasti senza occupazione.Il prefetto ha assicurato che su questo fronte la Prefettura non intende tirarsi indietro. «Quella vicenda va affrontata sul piano sociale dell’occupazione», ha spiegato, ricordando di aver già manifestato al sindaco la disponibilità a convocare e mantenere un tavolo permanente dedicato ai lavoratori.«Non è una soluzione, non c’è una soluzione facile da riscontrare», ha ammesso Di Bari. Ma l’obiettivo è provare a costruire una risposta sociale alla crisi occupazionale.Due piani, dunque, che il prefetto invita a non confondere: da una parte la questione giuridica legata al trasferimento del bene, dall’altra il futuro delle persone che hanno perso il lavoro.

Sigilli al “Castello delle Cerimonie”: sequestrato il Grand Hotel La Sonrisa, avviato lo sgombero

Sigilli al “Castello delle Cerimonie”: sequestrato il Grand Hotel La Sonrisa, avviato lo sgombero

Sigilli agli uffici e ai locali commerciali, cartelli di sequestro affissi agli ingressi e avvio dello sgombero delle persone presenti…

L’allarme incidenti: «Serve una risposta complessiva»

Sul tavolo del Comitato anche il tema della sicurezza stradale, tornato prepotentemente d’attualità dopo la sequenza di incidenti registrati nelle ultime settimane in Penisola sorrentina e lungo le principali arterie del territorio.«L’Osservatorio provinciale sugli incidenti ormai è convocato ad horas, giorno dopo giorno», ha spiegato Di Bari, esprimendo vicinanza alle vittime e alle loro famiglie.Il prefetto ha sottolineato la necessità di intervenire su più fronti. Non basta una singola misura. Servono controlli, prevenzione, infrastrutture adeguate e anche una segnaletica più efficace.

Castellammare. Più segnaletica sul raccordo dopo la morte del commercialista

Castellammare. Più segnaletica sul raccordo dopo la morte del commercialista

L’ennesima tragedia sulle strade della penisola sorrentina ha riacceso con forza l’urgenza di interventi concreti per la sicurezza viaria. All’indomani…

«Una risposta in termini di segnaletica può essere anche una risposta che può evitare qualche problema», ha spiegato, annunciando di aver sollecitato gli enti proprietari delle strade a intervenire e a tenere conto delle indicazioni degli organismi specializzati nella sicurezza stradale. Il problema, secondo Di Bari, ha una doppia origine: da un lato i comportamenti degli automobilisti, dall’altro le condizioni oggettive delle strade. «Spesso ci sono requisiti soggettivi che appaiono carenti», ha sottolineato, ricordando anche l’aumento delle sanzioni amministrative e dei provvedimenti di sospensione delle patenti.

 

Castellammare e Torre Annunziata, «lo scioglimento è una risposta di diritto»

Infine, uno sguardo alle due città più importanti dell’area stabiese recentemente interessate dallo scioglimento dei consigli comunali: Castellammare di Stabia e Torre Annunziata.Il prefetto ha respinto l’idea che i provvedimenti possano essere letti come una punizione politica o come una scelta discrezionale. «Anche lì è stata fornita una risposta di diritto», ha detto.Quando un’amministrazione viene sciolta, ha spiegato Di Bari, «è perché ci sono requisiti di legge che devono essere rigorosamente applicati». Il riferimento è agli esiti delle attività prefettizie e ai successivi provvedimenti adottati secondo le procedure previste dalla normativa.

Castellammare. Scioglimento, gli 007: «Collasso istituzionale»

Castellammare. Scioglimento, gli 007: «Collasso istituzionale»

Quella di Luigi Vicinanza a Castellammare di Stabia è stata un’amministrazione vulnerabile, permeabile alle pressioni della criminalità organizzata e incapace…

Il prefetto ha riconosciuto la rabbia e il senso di sfiducia che possono accompagnare decisioni di questo tipo, ma ha invitato a una lettura completa degli atti.Ora la sfida passa ai commissari. L’auspicio di Di Bari è che le gestioni straordinarie possano garantire «amministrazione attiva, efficienza ed efficacia», ma anche preparare il terreno alle prossime elezioni amministrative.A Sant’Antonio Abate, intanto, il messaggio lanciato dal prefetto è chiaro: i numeri della criminalità migliorano, il sistema di videosorveglianza cresce e le forze dell’ordine presidiano il territorio. Ma le criticità non sono scomparse. Dallo spaccio alla sicurezza stradale, fino al futuro della Sonrisa e dei suoi lavoratori, restano diversi fronti aperti. E la parola d’ordine, per Di Bari, resta una sola: non abbassare la guardia.