Sorrento, blitz a Marina di Puolo: lido abusivo sulla scogliera interdetta
Un deposito di ombrelloni e lettini ricavato sotto un costone interdetto per pericolo di crollo, cavi di contenimento segati e…
Castellammare. «Venite, venite, parcheggiate qua». Ha 9 anni ma sulla banchina dell’Acqua della Madonna, il borgo marinaro di Castellammare di Stabia, si muove sicuro. Sa dove far sostare le auto e come devono occupare gli spazi dell’area demaniale. Quando gli viene un dubbio, chiede a qualcuno degli adulti che lo osservano seduti sulle sedie di plastica sistemate poco distanti per tenere tutto sotto controllo. Una volta che gli automobilisti hanno sostato, non fanno neanche in tempo a mettere le mani in tasca per allungargli qualche spicciolo, perché lui recita il copione a memoria: «Sono 5 euro». Sì, quel ragazzino di appena 9 anni è un parcheggiatore abusivo.
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Indirizzato verso l’attività illegale.
O meglio, con tutta probabilità inconsapevolmente, è stato indirizzato verso quella attività illegale. Chi dovrebbe spiegargli che stanno occupando senza alcun titolo un’area demaniale, che potrebbe configurarsi un’accusa di estorsione per quei cinque euro che chiede agli automobilisti, in realtà sono le stesse persone che invece lo tengono d’occhio solo per controllare che quel business illecito proceda senza intoppi. A 9 anni dovrebbe stare in compagnia dei suoi cari magari per divertirsi e trascorrere un po’ di tempo all’aria aperta, soprattutto adesso che è estate. E lui, a dirla tutta, ha anche una bicicletta per pedalare un po’. Il problema è che la utilizza prevalentemente per raggiungere gli automobilisti che magari parcheggiano un po’ più distanti.
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Il centro antico della città.
E’ questo lo scenario in quello che è il centro storico di Castellammare di Stabia, forse la parte più viva della città dalle 21 in poi. La zona dei chioschi, quelli che richiamano migliaia di persone soprattutto nei fine settimana. L’attività dei parcheggiatori continua ad essere fiorente, un po’ perché gli automobilisti faticando a trovare spazi dove sostare (i parcheggi di fatto non esistotno) preferiscono dare qualche soldo agli abusivi per fare in fretta. Un po’ perché i controlli purtroppo sono pochi, o comunque poco incisivi. Così anche un’area demaniale che dovrebbe servire per il passeggio viene trasformata in una rimessa a cielo aperto. Niente di nuovo, vero. Ma non cambia la sostanza che si tratti d’illegalità diffusa, nella quale non si disdegna di coinvolgere i ragazzini.
Un rione dimenticato.
Un problema mai affrontato quello dell’Acqua della Madonna, quartiere dove l’arte enogastronomica potrebbe fare da volano all’economia di una parte importante della città, ma dove si continua lasciar fare.Una situazione denunciata più volte, oggetto di discussione politica, che per un periodo – negli anni scorsi – aveva visto impegnate anche le forze dell’ordine pronte a sanzionare l’illegalità diffusa. Il problema è che appena i controlli si allentano, riemerge la necessità di un percorso strutturale che non è mai stato neanche avviato. Dalla carenza di parcheggi pubblici, fino magari a interventi diretti sulla viabilità con la creazione di isole pedonali. No, all’Acqua della Madonna ruderi come i silos e i magazzini generali che potrebbero aiutare a recuperare spazi restano ancora in piedi, il quartiere resta ancora caotico e chi vive di piccoli o grandi affari illegali, continua a farlo senza particolari problemi.