Le mani del clan D’Alessandro sull’affare della vendita di scatole per San Valentino, sugli addobbi a ristoranti e bar per…
LA DECISIONE
17 agosto 2026
LA DECISIONE
Castellammare | Scatole di San Valentino imposte dal boss: crollano le accuse dell’Antimafia
Crollano le accuse contro l'imprenditrice Simona Coppola
Scatole di San Valentino imposte dalla camorra a bar e ristoranti dell’area stabiese e dei Monti Lattari: crollano le accuse nei confronti dell’imprenditrice Simona Coppola. Il Tribunale del Riesame, accogliendo le istanze dei suoi legali, gli avvocati Stefano Sorrentino e Michele De Luca, ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare a carico della donna, che era finita agli arresti domiciliari alla fine di luglio. Gli avvocati hanno fatto leva sull’assenza dei gravi indizi di colpevolezza a carico della donna, alla quale l’Antimafia contesta il reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il castello accusatorio, però, ha trovato una battuta d’arresto di fronte al Tribunale del Riesame.
La donna, incensurata, risulta indagata nell’ambito di un’inchiesta della Guardia di finanza che ha acceso i riflettori sugli affari del boss del clan D’Alessandro Paolo Carolei. Tra questi c’era anche, secondo la Dda, l’imposizione a bar e ristoranti del comprensorio di scatole di San Valentino prodotte dalla Coppola. Un affare che, però, sarebbe stato portato avanti dal boss e dal suo fedelissimo e braccio destro, Francesco Avallone, all’insaputa della donna, che già durante l’interrogatorio di garanzia aveva fornito la sua versione dei fatti.
Il gip, in quell’occasione, aveva concesso all’imprenditrice l’obbligo di firma. Misura cautelare che ora è stata annullata. Per quanto riguarda le altre posizioni, Paolo Carolei e Francesco Avallone hanno rinunciato alla pronuncia del Tribunale del Riesame. Ad Avallone è contestata anche un’altra accusa di estorsione: avrebbe imposto a un ristorante, in occasione della festa per la promozione della Juve Stabia nel 2024, di rifornirsi per gli addobbi da una ditta considerata vicina al clan D’Alessandro.

