Aborto e diritto, l’assessore Pecoraro contro Vannacci
“La storia è ciclica. Non procede sempre in avanti e oggi, davanti ad alcune proposte politiche, sembra di assistere a uno di quei momenti in cui si tenta di tornare indietro. La memoria storica è uno strumento di difesa della democrazia. Le proposte di Vannacci colpiscono diritti fondamentali delle persone, delle donne e delle famiglie, riconosciuti dalla nostra Costituzione e tutelati dalle principali carte internazionali sui diritti umani”. Così in una nota Claudia Pecoraro esponente del Movimento 5 Stelle e assessora alle Pari opportunità della Regione Campania.
“Sull’interruzione volontaria di gravidanza – prosegue – la legge 194 del 1978 disciplina e garantisce l’accesso all’ivg. Nel 1981 il popolo italiano respinse con il voto i referendum che ne chiedevano l’abrogazione. Rimettere oggi in discussione l’autodeterminazione delle donne non è una politica per la natalità: è una regressione. E sul cosiddetto “cambio di sesso dei minori”, Vannacci racconta una realtà che in Italia non esiste nei termini in cui viene presentata. La materia è complessa e sottoposta a specifiche valutazioni: trasformarla in uno slogan politico significa alimentare paura e disinformazione. Lo stesso vale per le persone Lgbt+. Parlare di contenuti “genderisti” o “omosessualisti”, immaginare di limitarne la rappresentazione televisiva e proporre di criminalizzare percorsi legati all’identità di genere significa trasformare persone, identità e famiglie in un bersaglio politico” scrive l’assessore.
“Questa è politica della paura e dell’odio: costruire continuamente un nemico per non affrontare i problemi reali. Io credo invece, in linea con i valori e le battaglie del Movimento 5 Stelle, che la politica debba occuparsi del lavoro precario e dei salari, del diritto a una casa dignitosa, di una sanità pubblica forte e accessibile, del diritto all’istruzione, del sostegno alle famiglie con redditi più bassi e alle piccole e medie imprese. Sono questi i problemi sui quali dobbiamo misurarci. Sono questi i diritti sociali da rendere concreti, insieme alla difesa dei diritti civili. Questa – conclude Pecoraro – è la politica nella quale credo e per la quale continuerò a impegnarmi: una politica che non divide le persone, non costruisce nemici e non alimenta paure, ma rimuove disuguaglianze e crea condizioni di libertà, dignità e opportunità. Meno paura, meno odio, meno nemici da inventare. Più diritti, più giustizia, più futuro”.
La replica dei seguaci del generale
“Lo hanno fatto con la prima parte. Lo rifanno con la seconda. E noi godiamo! Prima rastrellano i passaggi che servono alla polemica. Poi li strappano dal contesto, li deformano e costruiscono titoli che dicono qualcosa di diverso da ciò che è realmente scritto. Futuro Nazionale non propone di cancellare la legge 194/1978, anzi, la conferma. Proprio questa legge, infatti, definisce l’aborto una facoltà e non un diritto. Inoltre propone di applicarne integralmente anche la parte sulla prevenzione dell’aborto, sul sostegno alla maternità e sull’aiuto alle donne in difficoltà. Ma il titolo diventa: ‘Stop all’aborto’. Il programma non propone ‘scuole militari’, ma moduli di educazione alla difesa e alla sicurezza nelle scuole superiori e campi volontari di formazione con valenza civica. Ma il titolo diventa: ‘Militari nelle scuole’. Il testo parla di regole per specifici contenuti audiovisivi ai quali possono essere esposti i minori. Ma il titolo diventa: ‘Basta gay in televisione’, come se si volessero censurare le persone e non regolamentare dei contenuti”. Così in un post su Facebook Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, dopo la pubblicazione della seconda parte del programma.
“Il voto plurimo per rappresentare anche i figli minorenni viene indicato come un’idea da valutare e offrire al dibattito. Ma viene raccontato come una decisione già presa. Non vogliamo eliminare le unioni civili, anzi, siamo ancora più libertari: le vogliamo allargare agli eterosessuali non coniugati e non coabitanti col proprio affetto più rilevante. Questa non è sintesi. È una caricatura costruita con le forbici. E mentre deformano ciò che rastrellano, relegano in fondo le proposte che incidono sulla vita concreta degli italiani. Non scriviamo il programma per compiacere le redazioni. Non siamo in questua di voti, al contrario della casta e della politica rancida e poltronara. Lo scriviamo per costruire l’Italia del futuro. Loro rastrellano e deformano. Noi proponiamo e costruiamo. Noi, comunque, ce nefreghiamo e andiamo avanti”, conclude Vannacci.
Intanto si parla anche del futuro elettorale. “Sono convinto che questa maggioranza possa rivincere, non mi preoccupano né la Schlein, né Conte e neppure Vannacci e sono convinto che la Lega sarà determinante. Tra un anno vedremo chi aveva ragione”. Così il leader della Lega Matteo Salvini in un punto stampa al Meeting di Rimini, sottolineando che a suo avviso si voterà tra “più di un anno, penso che” si andrà alla “scadenza naturale dell’autunno del 2027”.

