Detenuti tossicodipendenti, Ciambriello: «La nuova legge riguarda solo il 2%»
L’ALLARME DEL GARANTE
25 agosto 2026
L’ALLARME DEL GARANTE

Detenuti tossicodipendenti, Ciambriello: «La nuova legge riguarda solo il 2%»

Il Garante campano: «Servono subito servizi, strumenti e risorse». Stanziati 19,4 milioni per il 2026
Angela Conte

È entrata in vigore il 21 agosto la nuova legge sui tossicodipendenti in carcere, presentata dal Governo come un provvedimento di grande portata.

Secondo Samuele Ciambriello, Garante campano delle persone private della libertà personale e portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali, però, le risorse stanziate per il 2026 consentiranno di intervenire su circa 500 persone, a fronte di una popolazione detenuta con problemi di dipendenza che supera le 20mila unità.

«Siamo quindi poco sopra il 2%. Altro che indulto mascherato», afferma Ciambriello.

Detenzione domiciliare e percorsi terapeutici

La legge 5 agosto 2026, n. 140 introduce una nuova forma di detenzione domiciliare per persone tossicodipendenti o alcoldipendenti inserite in programmi terapeutici e socio-riabilitativi.

Secondo il Garante, non si tratta di una misura clemenziale né di un indulto mascherato. L’accesso al beneficio sarà infatti preceduto da una valutazione della magistratura e richiederà un concreto percorso terapeutico e riabilitativo.

I programmi potranno essere realizzati anche sul territorio, attraverso i SerD e le comunità accreditate.

«La dipendenza è una malattia»

Ciambriello giudica positivamente il principio alla base della riforma: riconoscere la tossicodipendenza come una malattia e non come un vizio.

«Curare una persona con una dipendenza non significa cancellarne la responsabilità penale», sottolinea il Garante, ma affrontare la causa del disagio e creare condizioni concrete per ridurre il rischio di recidiva e favorire il reinserimento sociale.

La normativa prevede programmi terapeutici e socio-riabilitativi residenziali o semiresidenziali, valutando la loro efficacia rispetto al recupero della persona e alla prevenzione della recidiva.

«Servono subito strumenti e risorse»

Il nodo principale, secondo Ciambriello, riguarda ora l’attuazione della legge.

«Bisogna costituire rapidamente la Commissione nazionale prevista dalla normativa, definire le linee guida, procedere con gli accreditamenti delle comunità e stabilire concretamente come distribuire e utilizzare i 19,4 milioni di euro stanziati».

La relazione tecnica considera per il 2026 circa 500 posti aggiuntivi finanziabili. Una prima risposta che, secondo il Garante campano, resta però insufficiente rispetto alle dimensioni del fenomeno della dipendenza in carcere.

Una platea molto più ampia

La nuova normativa prevede inoltre una commissione centrale incaricata di elaborare linee guida e favorire un’applicazione uniforme dei criteri sul territorio nazionale.

Per Ciambriello, dunque, la sfida sarà trasformare i principi della riforma in servizi e percorsi terapeutici concreti, aumentando progressivamente le risorse disponibili per affrontare un fenomeno che coinvolge oltre 20mila persone detenute.