Teatro e musica, il Parco Archeologico di Pompei racconta il mito di Dionisio
Dal 28 agosto al 26 settembre il Parco Archeologico di Pompei ospita “ECSTATIC POMPEII. I misteri di Dionysos” Il ciclo di performance teatrali e di visite guidate si aprirà con il personaggio di Semele, principessa di Tebe, madre di Dioniso.
Il personaggio di Semele
È attraverso il personaggio di Semele che viene rivelato il fulcro filosofico del mito: “L’essere umano non è fatto per sostenere l’urto della verità assoluta.” Ha spiegato il regista, Rosario Sparno. Il mito narra che Semele conquistò l’amore di Zeus a cui chiese, sotto inganno della gelosa Era, di rivelarsi nelle sue reali sembianze. Morendo bruciata dalla luce e dalle saette del dio. “Chiede a Zeus di mostrarsi nella sua forma reale, non per un capriccio, ma perché la verità, se è tale, deve poter essere vista da tutti” ha raccontato Sparno.
“La morte di Semele diventa così un atto generativo: dal suo ventre strappato nasce Dioniso, il dio straniero, l’indomabile, colui che si spezza e si ricompone.” Continua il regista. Dal sacrificio di Semele ha origine l’esperienza dionisiaca, “l’estasi e di il tremore che da allora abitano i corpi e la memoria degli uomini”
Teatro e musica
Sarà Loredana Piedimonte, in scena insieme a Costanza Cutaia e al musicista Massimo Cordovani, ad interpretare Semele. Personaggio che darà il via alla seconda edizione di “Esopop, storie in festival”, progetto del Parco Archeologico di Pompei che racconta i siti dell’era vesuviana attraverso teatro e musica. “Con la seconda edizione di Esopop e con Ecstatic Pompeii – spiega il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel – continuiamo a raccontare il patrimonio del territorio vesuviano anche attraverso linguaggi nuovi e contemporanei.”
La scelta di narrare della figura di Dionisio non è casuale, ma ispirata dal ritrovamento della Casa del Tiaso nella Regio IX, testimonianza del so culto a Pompei. “Da qui nasce l’idea di portare questo racconto anche fuori dalla città antica, coinvolgendo Oplontis, Boscoreale e Stabia. Vogliamo creare un percorso che metta insieme archeologia, teatro e ricerca e che permetta al pubblico di avvicinarsi al mondo di Dioniso e delle Baccanti in modo diretto e coinvolgente.” Un modo di far dialogare ciò che deriva dal passato con il nostro modo di guardare e interpretare le cose nel mondo di oggi.

