Castellammare. L’opera sconosciuta del maestro Gargiulo: un graffito in vico Del Carmine
LA SCOPERTA
3 settembre 2026
LA SCOPERTA

Castellammare. L’opera sconosciuta del maestro Gargiulo: un graffito in vico Del Carmine

Due barche adagiate nel golfo di Castellammare col Vesuvio sullo sfondo
Tiziano Valle

L’arte, quando è autentica, non ha bisogno di grandi gallerie né di cornici dorate per manifestarsi. A volte nasce d’improvviso, dettata da un impulso d’amore per la propria terra, lungo l’intonaco bianco di un vicolo del centro antico. È la storia dell’ultima, inedita opera del maestro Antonio Gargiulo: un disegno realizzato su un muro di Vico del Carmine a Castellammare di Stabia, a pochi passi dalla chiesa, oggi al centro di un accorato appello per la sua salvaguardia.

Il maestro Gargiulo

Scomparso il 22 marzo 2026, Gargiulo è stato una figura di primo piano della storica Scuola di Quisisana, oltre che un artista figurativo e scultore capace di spaziare dall’impegno civile all’arte sacra. La sua vasta produzione spazia da opere pittoriche di forte impatto storico — come la grande tela Piazza Spartaco del 1975, che rievoca l’assalto fascista a Palazzo Farnese, o I funerali del compagno Saul — fino ai capolavori della scultura pubblica.

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L’opera sconosciuta

Eppure, il suo ultimo atto d’amore per Stabia è rimasto a quasi sconosciuto. La vicenda risale all’inverno del 2022. Mentre parla con alcuni amici in Vico del Carmine, discutendo proprio della bellezza degli scorci stabiesi che da sempre ispirano i pittori, il maestro ha un’ispirazione improvvisa. Recupera alcune carbonelle da un negozio vicino che vende bombole di gas e carboni — attività oggi chiusa per la scomparsa del titolare — e comincia a tracciare direttamente sulla parete bianca il profilo di due barche adagiate nel Golfo di Castellammare, con l’inconfondibile sagoma del Vesuvio sullo sfondo.

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La testimonianza

A testimoniare la paternità dell’opera sono gli scatti dell’avvocato Pasquale Amato, vicino all’associazione Agorà, che immortalano il maestro mentre si pulisce le mani coperte di polvere nera subito dopo aver terminato il disegno. Oggi, però, quel prezioso e spontaneo graffito rischia di essere cancellato dall’usura del tempo e dagli agenti atmosferici.

L’appello per la salvaguardia

L’associazione Agorà, da anni impegnata nel sociale e nella valorizzazione del territorio, ha deciso di muoversi per evitare la perdita di questa testimonianza. «Il nostro desiderio è che si possa procedere al restauro di quel disegno e magari che venga coperto con un vetro, affiggendo anche una targa dedicata al maestro Gargiulo, perché quell’opera raffigura uno dei meravigliosi scorci che la nostra città offre», spiega Lino Dello Ioio, presidente dell’associazione Agorà.

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La cultura del bello

«La natura ha dato a Castellammare una bellezza indescrivibile, che in questo caso è stata rappresentata dal pittore in un momento di grande spontaneità. Noi stabiesi dobbiamo imparare a cogliere il bello che c’è nella nostra città. Chi si occupa di promuovere cultura, turismo, che lavora nel sociale, deve cogliere queste occasioni per trasmettere questi valori alle nuove generazioni», aggiunge Dello Ioio che conclude «Gargiulo era un artista affermato, che conosceva fin troppo bene la storia della nostra città e sapeva che anche disegnando con un carboncino su un muro avrebbe dato valore a quel luogo. Adesso tocca a noi valorizzare questa sua opera che di fatto ha donato alla città. Noi siamo pronti ad intervenire e chiediamo ai commissari straordinari che si faccia qualcosa per la conservazione di questo graffito, per fare in modo che resti alla memoria delle future generazioni».