Sorrento, più spiagge libere: confronto sul PAD con la città
LA MAPPA DEL MARE
4 settembre 2026
LA MAPPA DEL MARE

Sorrento, più spiagge libere: confronto sul PAD con la città

Marco Cirillo

Più spiagge accessibili e un nuovo equilibrio tra tutela della costa, turismo e diritto al mare a Sorrento. Entra nella fase partecipativa il Piano Attuativo del Demanio Marittimo (PAD), lo strumento destinato a ridisegnare l’organizzazione della fascia costiera in una fase nella quale il futuro delle concessioni balneari è al centro del confronto nazionale ed europeo.

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La proposta
La proposta è stata presentata nella sala consiliare del palazzo municipale dal sindaco Corrado Fattorusso, dal presidente del consiglio comunale Raffaele Attardi, dall’assessore al Demanio Ivan Gargiulo, dalla dirigente del III dipartimento Genoveffa Acampora e dal tecnico progettista Aniello De Martino. Il documento parte da un principio destinato a incidere sulla futura gestione del litorale: coniugare la tutela del demanio marittimo con la valorizzazione turistico-ricreativa della costa, garantendo allo stesso tempo la fruizione pubblica del mare. Una sintesi non semplice, soprattutto in un territorio nel quale la particolare conformazione della costa rende l’accesso al mare spesso legato a strutture, proprietà private e concessioni. Ed è proprio su questi nodi che il Pad prova a intervenire, individuando destinazioni e criteri per diverse porzioni del demanio.

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Le spiagge libere attrezzate
Tra gli elementi più significativi c’è la previsione di spiagge libere attrezzate per le aree demaniali di Solara, Pignatella e Riviera Massa. La stessa destinazione viene prevista per gli arenili sabbiosi confinanti con proprietà pubbliche e per le aree occupate da scogliere e tavolati raggiungibili da spazi pubblici. Non si tratta soltanto di stabilire dove potranno sorgere o essere mantenute attività legate alla balneazione. Il piano prova a costruire una vera e propria mappa degli spazi costieri, distinguendo le aree accessibili attraverso strutture turistico-ricettive o attraversamenti di proprietà privata, gli arenili, le scogliere e gli ambiti che non sono specificamente destinati alla balneazione.

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Marina Piccola e Marina Grande
Un capitolo particolare riguarda Marina Piccola e Marina Grande, dove il Pad prende in considerazione anche gli spazi demaniali non direttamente destinati alla balneazione. Al centro c’è inoltre il tema del collegamento tra i diversi ambiti costieri, con soluzioni pensate per favorire la continuità della fruizione pubblica lungo il litorale. È una prospettiva che assume un peso particolare nel momento in cui il sistema delle concessioni balneari è attraversato dalle conseguenze della direttiva Bolkestein e dal confronto sulla durata e sull’assegnazione degli affidamenti. La pianificazione comunale diventa così uno degli strumenti attraverso cui definire quale debba essere il rapporto tra iniziativa privata, interesse turistico e disponibilità pubblica della costa.

Ora la partecipazione
Il Pad non chiude però la partita. Al contrario, la apre alla partecipazione. Cittadini e associazioni di categoria, ambientaliste, professionali e del terzo settore potranno presentare osservazioni sulla proposta entro sessanta giorni. Sarà questa fase a consentire di raccogliere contributi, rilievi e proposte prima dei successivi passaggi amministrativi.