Torre del Greco. Prima le denunce, i video e i blitz social. Poi, finalmente, i controlli veri. Sulla spiaggia dell’Agostinella,…
LA MANIFESTAZIONE
27 agosto 2026
LA MANIFESTAZIONE
Guerra per le spiagge, 200 bagnanti guidati da Borrelli invadono la battigia del Bikini
Circa 200 persone con Borrelli e Scarpato sono entrate al Bikini e hanno raggiunto la battigia. Nessuna resistenza da parte del proprietario Riccardo Scarselli e del personale dello stabilimento.








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Sulla Statale Sorrentina, davanti all’ingresso del Bikini, il mare si vede già dalla strada. È laggiù, in fondo alla discesa. Cento metri circa separano l’ingresso del lido dal bar, dallo stabilimento e infine dalla battigia. È quella discesa, questa mattina, a diventare il percorso di una protesta che da settimane si muove tra denunce, sopralluoghi, polemiche e dirette social e che ieri ha scelto di arrivare fino al punto più concreto della contesa: l’acqua. Sono circa duecento le persone che si radunano sul tratto di costa tra Vico Equense e Castellammare di Stabia in provincia di Napoli. Con loro c’è il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli.
E c’è Raffaele Scarpato, medico di famiglia in pensione, la cui vicenda personale davanti allo stabilimento balneare è diventata il simbolo di una battaglia più ampia sul diritto dei cittadini di raggiungere il mare. Il gruppo si ferma per qualche minuto davanti all’ingresso. Poi comincia a scendere. Non ci sono cancelli da forzare, né transenne da superare. La discesa viene percorsa tutti insieme, lentamente. È una scena insolita: una folla che attraversa la struttura privata mentre il mare si avvicina passo dopo passo. Nessun dipendente del Bikini oppone resistenza. Anzi, il primo gesto arriva proprio dagli addetti dello stabilimento: un tentativo di accogliere i manifestanti con un cocktail di benvenuto. Un gesto distensivo, quasi a voler trasformare quella che è stata annunciata come una protesta in un momento di incontro.
Ma il cocktail viene rifiutato. Borrelli invita i manifestanti a non accettarlo e tutti seguono l’indicazione. La discesa continua. Il gruppo arriva al bar. Ed è qui che la protesta si ferma per qualche minuto per lasciare spazio al confronto. Da una parte Borrelli e Scarpato, dall’altra Riccardo Scarselli, 84 anni, titolare della concessione del Bikini. Intorno, i manifestanti e il personale del lido. Scarselli parla di una «mortificazione indegna». E spiega che quanto sta accadendo «va in contrasto con la visione turistica del territorio». Poi mette sul tavolo il tema del lavoro: «La struttura produce un indotto di 200 lavoratori». È il modo con cui il titolare prova a riportare la discussione anche sull’altra faccia della vicenda, quella di uno stabilimento che, sostiene, «non è soltanto una concessione sul mare, ma un’attività economica che coinvolge centinaia di persone».
Il confronto resta acceso, ma non sfocia in uno scontro. Al contrario, il personale del Bikini lascia che la manifestazione proceda. Il mandato ricevuto dalla proprietà, in sostanza, è un «libera tutti». E allora si riparte. Dal bar allo stabilimento. Dallo stabilimento alla spiaggia. E dalla spiaggia alla battigia. I manifestanti arrivano sulla sabbia e occupano pacificamente il tratto davanti al mare. Alcuni si fermano, altri proseguono fino alla riva. Poi qualcuno entra in acqua. Il bagno diventa quasi inevitabile, perché la rivendicazione che ha portato tutti fin lì è proprio quella: poter arrivare al mare. Alcuni fanno il bagno. Altri, una volta usciti dall’acqua, utilizzano persino le docce della struttura.
«Il mare è di tutti», è il messaggio che accompagna l’iniziativa. Borrelli, circondato dai suoi sostenitori, torna ad attaccare i balneari che definisce «signorotti medievali», accusandoli di considerare il demanio come un territorio privato. Il bersaglio del deputato è chiaro: le concessioni, sostiene, «non possono diventare strumenti per impedire ai cittadini di arrivare all’acqua». Sopra il Bikini, intanto, per tutta la durata della manifestazione, vola un drone. Riprende dall’alto la scena: la discesa, il passaggio davanti al bar, il confronto tra Borrelli, Scarpato e Scarselli, poi la folla sulla spiaggia e i manifestanti che entrano in acqua. Quelle immagini non resteranno soltanto il racconto della giornata.
«Manderemo i video ai nostri legali», ha spiegato Scarselli, «per valutare se siano stati violati i nostri diritti». Il clima, però, resta pacifico. Il personale non interviene per bloccare i manifestanti. La proprietà non ordina di chiudere il passaggio. Nessuno viene allontanato. Il gruppo raggiunge la battigia e rimane sulla spiaggia. La presenza di Scarpato davanti al Bikini ha poi un significato particolare. È proprio qui che, anni fa, era cominciata la sua battaglia personale. Il medico di famiglia, oggi in pensione, aveva l’abitudine di raggiungere il mare attraversando l’area in concessione, senza usufruire dei servizi dello stabilimento.
Da quella consuetudine era nata una denuncia per violazione di domicilio e un procedimento penale. Scarpato era stato assolto perché il fatto non sussisteva. L’assoluzione era stata poi confermata in Appello.Borrelli, accompagnato da diversi sostenitori, insiste sul tema. «Non possono esserci padroni del mare», è il senso delle sue parole. E ancora: «Il mare è di tutti». Una battaglia che il deputato porta avanti da settimane attraverso sopralluoghi e denunce lungo il litorale stabiese.
E il giro, infatti, non finisce al Bikini. Dopo la manifestazione a Vico Equense, Borrelli torna verso Pozzano a Castellammare di Stabia. La prima tappa è lo Stone Beach, lo stabilimento multato dalla Polizia Municipale perché faceva pagare l’ingresso anche ai bambini. Proprio le segnalazioni del deputato Avs hanno portato al blitz. Borrelli torna davanti allo stabilimento e prosegue il suo sopralluogo. Poi raggiunge la spiaggia libera attrezzata «La Calcina» separata da un muro al lido privato del Towers Hotel. Quella cancellata, finita sotto sequestro, è diventato un altro simbolo della battaglia del deputato sulle coste di Pozzano.

