Castellammare. Il Comitato per la Vivibilità: «Vogliamo la ztl in centro»
I cittadini di Castellammare di Stabia tornano a far sentire con forza la propria voce di fronte al costante deterioramento…
L’allarme lanciato dall’indagine “La Mia Città 2.0”, presentata dall’associazione Giovani Stabiesi durante un vertice in Prefettura, riaccende i riflettori sull’emorragia giovanile a Castellammare di Stabia. Il dato emerso è drastico: il 72% dei ragazzi immagina il proprio futuro lontano dalla città natale. Un quadro segnato da precarietà, burocrazia, microcriminalità e assenza di spazi pubblici che impone un confronto serrato tra i rappresentanti politici locali e nazionali.
L’accusa al Governo
Per Gaetano Amato (deputato M5S), il fenomeno va inserito in una cornice di emergenza nazionale e mancanza di tutele statali per le famiglie e gli studenti: «Il problema non è solo stabiese. Pensavamo che il Governo investisse i soldi per tenere i giovani in Italia. Invece i ragazzi vanno all’estero. L’investimento fatto dallo Stato per diploma o laurea poi viene sfruttato dagli altri Paesi».
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Il problema occupazionale
Amato rimarca la contrazione del mercato occupazionale dovuta all’innalzamento dell’età pensionabile e alle trasformazioni tecnologiche: «In tutto il Mezzogiorno sono aumentati i rapporti di lavoro di 55enni e 60enni perché hanno spostato avanti l’età pensionabile. È un territorio sempre più arido, su cui concorre anche l’intelligenza artificiale con posti di lavoro in meno. Serve un investimento sul mercato del lavoro». Il parlamentare evidenzia inoltre il deficit sul fronte delle forze dell’ordine e dei servizi pubblici: «Hanno assunto 40mila persone a fronte di 60mila pensionamenti, non c’è turnover: così si fatica a garantire la sicurezza».
La sfida della sicurezza
Sul fronte della vivibilità e del presidio del territorio interviene Giovanni De Angelis (coordinatore cittadino Fratelli d’Italia), focalizzandosi sulla legalità e sui ritardi nelle infrastrutture turistiche: «Per la sicurezza sosteniamo la necessità di un Comitato cittadino interforze che possa coordinare meglio il lavoro di controllo del territorio. Fratelli d’Italia, inoltre, ha proposto i vigili di quartiere: nelle varie aree cittadine ci sarebbe maggiore contezza della presenza dello Stato».
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Le occasioni di sviluppo
De Angelis sollecita un cambio di passo sulle opere strategiche di collegamento e sviluppo: «L’indotto turistico, le aree archeologiche, il ripristino delle sorgenti e la strada con il Faito potrebbero essere motivi di ritorno occupazionale. Ma oggi, dopo un anno e mezzo dalla tragedia della Funivia, non è stato avviato neanche un confronto progettuale su questo importante collegamento».
La difficoltà di fare impresa
Massimo Santaniello (coordinatore stabiese di Noi Moderati) analizza invece i vincoli economici, burocratici e urbanistici che ostacolano l’imprenditoria locale: «La criminalità organizzata e la microcriminalità sono il maggior freno per lo sviluppo economico perché scoraggiano gli investimenti privati. La maggior parte dei giovani ha la propensione al posto fisso ed è difficile vincere il concorso nella propria città, per cui si è costretti ad accettare le sedi assegnate. Non c’è la propensione ad aprire un’attività d’impresa per le difficoltà di accesso al credito e per il prezzo degli immobili alle stelle, complice un Piano Urbanistico Comunale che ha più divieti che possibilità e una burocrazia che soffoca ogni iniziativa».
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Le responsabilità politiche
Per Nello Di Nardo (commissario cittadino Forza Italia), la percentuale di ragazzi pronti a partire rappresenta una sconfitta per l’intera classe dirigente: «Il 72% dei giovani stabiesi che pensa di lasciare Castellammare è una sconfitta che deve interrogare tutta la classe dirigente. Ma questo dato deve diventare il punto di partenza per una nuova stagione di responsabilità».
La necessità di rimettere in moto l’economia
Di Nardo richiama la politica ad agire concretamente sulle criticità emerse nel sondaggio: «L’indagine evidenzia problemi chiari: il 71% dei giovani percepisce forte presenza di microcriminalità, il 64% giudica negativo il decoro urbano e l’83% lamenta la carenza di aree verdi. Partire deve essere una scelta di libertà, non una necessità. Risorse come Terme, mare e Faito devono generare economia».
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La questione meridionale
Sulla stessa linea d’allarme interviene Arturo Scotto (deputato e commissario del circolo stabiese del Pd), che sottolinea la dimensione sociale e psicologica della crisi: «È evidente che il dato che emerge è drammatico, anche perché ci descrive una questione che non è solo economica. Il fenomeno dell’emigrazione giovanile riguarda tutto il Meridione, spesso a causa di salari bassi, scarse prospettive di lavoro stabile e un livello basso di possibilità di accesso allo studio».
Ricostruire la speranza
Scotto evidenzia la specificità della situazione locale e indica la rotta per la ripartenza: «Qui però c’è un dato di specificità: ovvero la perdita complessiva di speranza. Dobbiamo intervenire rilanciando un senso di comunità e rimettendo in piedi una stagione di investimenti su formazione, impresa e lavoro. Questo è il nodo. Come Partito Democratico metteremo ogni forza, competenza ed energia per riuscirci».
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La provocazione
Infine, Tonino Scala (segretario regionale Sinistra Italiana) sposta l’attenzione sulla responsabilità della politica nell’offrire risposte concrete alla domanda sociale delle nuove generazioni: «Perché dovrebbero restare? È una provocazione, ma la prima domanda da porsi non è perché vogliono andare via, bensì l’esatto contrario: quale prospettiva stiamo offrendo loro? Castellammare è bellissima, ha mare, Faito, Terme e archeologia, ma proprio per questo è difficile accettare ciò che non riesce ad essere. Manca un disegno di futuro». Scala enfatizza il diritto al ritorno e il desiderio di aggregazione dei giovani: «Anch’io sono partito tante volte e sono contento di esserlo stato: partire non è una sconfitta, la sconfitta è non poter tornare o scoprire che per costruirti una vita devi andartene di nuovo».