Incendi in costiera amalfitana, l’ombra di una regia unica
IL PARADISO INGHIOTTITO DALLE FIAMME
22 settembre 2026
IL PARADISO INGHIOTTITO DALLE FIAMME

Incendi in costiera amalfitana, l’ombra di una regia unica

La Procura di Salerno indaga sulla scia di roghi dolosi che ha devastato il territorio tra Amalfi e Positano. L'ipotesi di una strategia criminale dietro le fiamme
Marco Cirillo

L’ombra di un unico disegno criminale dietro i roghi che hanno ferito la Costiera Amalfitana. Gli investigatori ipotizzano una strategia pianificata per colpire l’ecosistema tra il litorale e il versante dei Monti Lattari. La Procura di Salerno guidata da Raffaele Cantone ha aperto i fascicoli d’indagine per fare piena luce e, sulla base dei primi accertamenti, «gli investigatori stanno lavorando per identificare gli autori dei diversi episodi e non escludono, sulla base dei primi accertamenti, che dietro i vari eventi incendiari possa esservi una regia comune».

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L’inferno di fuoco
L’offensiva si è consumata a metà mese, provocando gravi danni ambientali. Secondo il quadro della magistratura, «tra il 13 e il 16 settembre 2026 una serie di incendi boschivi, ritenuti di natura dolosa, ha colpito il territorio compreso tra la Costiera Amalfitana e il versante dei Monti Lattari, provocando ingenti danni ambientali e mettendo a dura prova il sistema di protezione del territorio». La furia delle fiamme ha seguito un percorso preciso. Come precisato dagli uffici giudiziari guidati dal Procuratore Raffaele Cantone, «i roghi più devastanti si sono verificati nei comuni di Amalfi, Agerola, Positano e Vico Equense».

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La sequenza drammatica
La cronaca descrive eventi rapidi e distruttivi. Il primo grande rogo è divampato nella notte del 13 settembre in località Vettica, nel comune di Amalfi. Spinte dal vento, «le lingue di fuoco si sono estese nei giorni successivi verso Tovere di Amalfi e San Lazzaro di Agerola, raggiungendo anche la località Grado, nel territorio di Conca dei Marini. Sebbene il fronte dell’incendio si sia avvicinato ad alcune abitazioni, non si è resa necessaria l’evacuazione dei residenti». Quasi contemporaneamente, un secondo innesco ha preso vita lungo la Statale 163 Amalfitana, all’altezza di San Pietro. Il fuoco si è propagato verso Nocelle, a Positano, divorando circa quattro ettari di macchia mediterranea. Subito dopo, un terzo incendio è scoppiato ad Acquata, a Vico Equense, estendendosi fino a Tordigliano e Positano.

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L’impegno dello Stato e le indagini
La risposta dello Stato è stata immediata. Le segnalazioni dei Carabinieri Forestali di Tramonti hanno fatto scattare l’azione penale. La Procura ha confermato che «a seguito delle segnalazioni del Comando Stazione dei Carabinieri Forestali di Tramonti, la Procura della Repubblica competente ha aperto distinti procedimenti penali, al momento a carico di ignoti, per il reato di incendio boschivo previsto dall’articolo 423-bis del Codice penale». La caccia ai piromani si annuncia serrata: «le indagini sono state avviate immediatamente e vengono condotte con il supporto della Task Force del Nucleo Informativo Antincendio Boschivo dei Carabinieri Forestali».