Scafati, acque industriali nel suolo: sequestrata azienda di carpenteria metallica
INQUINAMENTO
23 settembre 2026
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Scafati, acque industriali nel suolo: sequestrata azienda di carpenteria metallica

Il provvedimento preventivo d’urgenza dopo gli accertamenti con Arpa Campania sulla gestione delle acque di dilavamento dei piazzali. Secondo gli investigatori, reflui industriali potenzialmente contaminati sarebbero finiti nel suolo, nel sottosuolo e sulla pubblica via.
Andrea Ripa

Acque di dilavamento che avrebbero oltrepassato i confini del piazzale dell’azienda, disperdendosi nel suolo, nel sottosuolo e persino sulla pubblica via. È da questa contestazione che parte il sequestro preventivo d’urgenza di un’azienda di Scafati che opera nel settore della carpenteria metallica, disposto dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore.

I sigilli sono stati eseguiti dai Carabinieri del Gruppo per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica di Napoli, con il supporto del Comando Provinciale di Salerno, nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dalla Procura. Al centro dell’indagine c’è la gestione delle acque di dilavamento dei piazzali dello stabilimento. Gli accertamenti, condotti dai militari anche con il supporto tecnico dell’Arpa Campania, avrebbero fatto emergere una situazione ritenuta meritevole di ulteriori approfondimenti sul piano ambientale.

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Secondo quanto contestato nell’inchiesta, durante gli eventi meteorici le acque che entravano in contatto con le superfici dell’area produttiva sarebbero state disperse senza un’adeguata gestione, con il rischio che reflui industriali potenzialmente contaminati raggiungessero direttamente l’ambiente esterno.Non soltanto il terreno dello stabilimento. La contestazione riguarda infatti anche il sottosuolo e la pubblica via, elementi che hanno portato gli investigatori ad approfondire il percorso seguito dalle acque e le modalità con cui venivano raccolte e smaltite.

È su questo fronte che si concentra il provvedimento della Procura, che ipotizza la violazione dell’articolo 137 del decreto legislativo 152 del 2006, la norma che disciplina gli scarichi e prevede sanzioni per determinate condotte illecite nella gestione delle acque reflue.Il sequestro ha una finalità precisa: impedire che eventuali fenomeni di contaminazione possano proseguire mentre gli accertamenti sono ancora in corso. L’intervento dei Carabinieri della Tutela Ambientale punta quindi a cristallizzare la situazione e a mettere sotto controllo le aree interessate dalle presunte dispersioni.

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L’indagine, però, non si chiude con i sigilli. Gli investigatori dovranno ora ricostruire nel dettaglio il sistema di gestione delle acque all’interno dell’azienda, verificare le modalità di dispersione dei reflui e accertare l’eventuale presenza di responsabilità.Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari. Il provvedimento cautelare può essere impugnato e le contestazioni formulate nei confronti dei destinatari del sequestro dovranno essere sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria nelle successive fasi del procedimento.

Il caso riporta ancora una volta l’attenzione sul rapporto tra attività produttive e tutela ambientale nell’Agro nocerino-sarnese, territorio nel quale la gestione degli scarichi e delle acque industriali rappresenta uno dei fronti maggiormente monitorati dalle forze di polizia specializzate e dagli enti tecnici.Ora gli accertamenti proseguiranno per stabilire che cosa sia realmente accaduto nell’area dell’azienda di Scafati e se le dispersioni contestate abbiano prodotto conseguenze sull’ambiente.