Bradisismo, l’appello di FI: «Su Pozzuoli nessuna bandiera politica»
Mettere Pozzuoli davanti alle appartenenze politiche e trasformare il decreto annunciato dal Governo in un’occasione per dare risposte concrete a chi vive da mesi con le conseguenze del bradisismo. È l’appello che arriva da Forza Italia all’indomani delle polemiche sugli aiuti destinati ai Campi Flegrei.A lanciarlo sono Carmine Morelli, segretario cittadino di Forza Italia a Pozzuoli, Rosario Di Roberto e Giuseppe Bruno, vicecoordinatore cittadino azzurro.
«In questo momento non esistono maggioranza e opposizione. Non esistono bandiere. Non esistono colori politici. Esiste Pozzuoli. Esistono i Campi Flegrei. Ed è su questo che tutti dovremmo concentrare le nostre energie».Una presa di posizione che arriva dopo ore segnate dallo scontro sugli emendamenti non trattati in commissione Bilancio e dopo l’annuncio di Palazzo Chigi di un decreto legge specifico per l’area flegrea.Morelli, Di Roberto e Bruno rivendicano la scelta di non intervenire a caldo. «Fin dalle prime notizie circolate sugli emendamenti relativi ai Campi Flegrei abbiamo invitato tutti alla calma, alla prudenza e alla responsabilità».
Una cautela legata anche agli incontri avuti a Roma con il sottosegretario Tullio Ferrante e con il commissario straordinario Fulvio Maria Soccodato, durante i quali erano state portate al tavolo le emergenze di Pozzuoli e dell’intera area.Per gli esponenti azzurri, quanto accaduto nelle ore successive ha invece alimentato un clima di paura. «Trasformare immediatamente un passaggio parlamentare in un’occasione di scontro politico, facendo credere a migliaia di cittadini che gli aiuti fossero stati cancellati e che lo Stato avesse abbandonato i Campi Flegrei, ha contribuito soltanto ad aumentare preoccupazione e disorientamento in una comunità già duramente provata».Il decreto, adesso, dovrà misurarsi con un elenco preciso di emergenze. In cima ci sono la messa in sicurezza delle abitazioni e del patrimonio pubblico e privato e gli interventi sui costoni e sulle aree a rischio. Seguono seconde case, immobili danneggiati anche se non totalmente inagibili, patrimonio ACER, assegnatari e proprietari, CAS e sfollati, scuole ed edifici pubblici, viabilità e infrastrutture.Ma il problema non si esaurisce nella sicurezza degli immobili.
«La sicurezza non può riguardare soltanto gli edifici. Deve riguardare il territorio nel suo complesso», sottolineano, indicando in particolare la necessità di verificare e monitorare i costoni che insistono su strade, abitazioni e zone frequentate e di intervenire dove necessario.C’è poi un’altra emergenza, meno visibile ma destinata a pesare nel tempo: quella economica. Per questo viene chiesto «un vero progetto di rilancio economico dei Campi Flegrei», con sostegni alle imprese esistenti e nuovi investimenti nel commercio e nel turismo. Restano sul tavolo anche professionisti, tributi e mutui e la richiesta di affrontare nelle sedi competenti la dichiarazione dello stato di emergenza.
La linea, però, torna al punto di partenza: evitare che il bradisismo diventi terreno di una battaglia tra schieramenti. «Ci sarà tempo per il confronto politico e per stabilire responsabilità e meriti. Oggi il nostro dovere è un altro: difendere Pozzuoli, tutelare i cittadini e lavorare insieme affinché nessuno venga lasciato indietro».E la chiusura è affidata a tre parole d’ordine: «Meno propaganda, meno allarmismi, più fatti. Perché oggi non ci sono colori politici. Oggi c’è solo Pozzuoli».

