Bradisismo, l’appello di FI: «Su Pozzuoli nessuna bandiera politica»
CAMPI FLEGREI
25 settembre 2026
CAMPI FLEGREI

Bradisismo, l’appello di FI: «Su Pozzuoli nessuna bandiera politica»

Lo scontro politico sull'emergenza terremoto
Giovanna Salvati

Mettere Pozzuoli davanti alle appartenenze politiche e trasformare il decreto annunciato dal Governo in un’occasione per dare risposte concrete a chi vive da mesi con le conseguenze del bradisismo. È l’appello che arriva da Forza Italia all’indomani delle polemiche sugli aiuti destinati ai Campi Flegrei.A lanciarlo sono Carmine Morelli, segretario cittadino di Forza Italia a Pozzuoli, Rosario Di Roberto e Giuseppe Bruno, vicecoordinatore cittadino azzurro.

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«In questo momento non esistono maggioranza e opposizione. Non esistono bandiere. Non esistono colori politici. Esiste Pozzuoli. Esistono i Campi Flegrei. Ed è su questo che tutti dovremmo concentrare le nostre energie».Una presa di posizione che arriva dopo ore segnate dallo scontro sugli emendamenti non trattati in commissione Bilancio e dopo l’annuncio di Palazzo Chigi di un decreto legge specifico per l’area flegrea.Morelli, Di Roberto e Bruno rivendicano la scelta di non intervenire a caldo. «Fin dalle prime notizie circolate sugli emendamenti relativi ai Campi Flegrei abbiamo invitato tutti alla calma, alla prudenza e alla responsabilità».

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Una cautela legata anche agli incontri avuti a Roma con il sottosegretario Tullio Ferrante e con il commissario straordinario Fulvio Maria Soccodato, durante i quali erano state portate al tavolo le emergenze di Pozzuoli e dell’intera area.Per gli esponenti azzurri, quanto accaduto nelle ore successive ha invece alimentato un clima di paura. «Trasformare immediatamente un passaggio parlamentare in un’occasione di scontro politico, facendo credere a migliaia di cittadini che gli aiuti fossero stati cancellati e che lo Stato avesse abbandonato i Campi Flegrei, ha contribuito soltanto ad aumentare preoccupazione e disorientamento in una comunità già duramente provata».Il decreto, adesso, dovrà misurarsi con un elenco preciso di emergenze. In cima ci sono la messa in sicurezza delle abitazioni e del patrimonio pubblico e privato e gli interventi sui costoni e sulle aree a rischio. Seguono seconde case, immobili danneggiati anche se non totalmente inagibili, patrimonio ACER, assegnatari e proprietari, CAS e sfollati, scuole ed edifici pubblici, viabilità e infrastrutture.Ma il problema non si esaurisce nella sicurezza degli immobili.

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«La sicurezza non può riguardare soltanto gli edifici. Deve riguardare il territorio nel suo complesso», sottolineano, indicando in particolare la necessità di verificare e monitorare i costoni che insistono su strade, abitazioni e zone frequentate e di intervenire dove necessario.C’è poi un’altra emergenza, meno visibile ma destinata a pesare nel tempo: quella economica. Per questo viene chiesto «un vero progetto di rilancio economico dei Campi Flegrei», con sostegni alle imprese esistenti e nuovi investimenti nel commercio e nel turismo. Restano sul tavolo anche professionisti, tributi e mutui e la richiesta di affrontare nelle sedi competenti la dichiarazione dello stato di emergenza.

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La linea, però, torna al punto di partenza: evitare che il bradisismo diventi terreno di una battaglia tra schieramenti. «Ci sarà tempo per il confronto politico e per stabilire responsabilità e meriti. Oggi il nostro dovere è un altro: difendere Pozzuoli, tutelare i cittadini e lavorare insieme affinché nessuno venga lasciato indietro».E la chiusura è affidata a tre parole d’ordine: «Meno propaganda, meno allarmismi, più fatti. Perché oggi non ci sono colori politici. Oggi c’è solo Pozzuoli».