Morte di Domenico Caliendo: test sui due cuori del piccolo deceduto al Monaldi
Proseguono gli accertamenti sulla morte di Domenico Caliendo, il bambino di 2 anni di Nola deceduto il 21 febbraio scorso…
Dopo il caso di Domenico Caliendo, il bambino morto lo scorso 21 febbraio dopo un trapianto di cuore non riuscito, la direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli di Napoli, Anna Iervolino, assicura che l’ospedale continua ad essere un polo per la sanità campana: «Dai dati non abbiamo registrato né un calo dei ricoveri né un calo delle attività. Abbiamo attraversato un momento estremamente difficile, ma le attività del Monaldi non si sono mai fermate», ha spiegato. «È stato un momento doloroso e oggi il pensiero va a tutte le persone che hanno sofferto. Anche noi abbiamo sofferto, ma è importante guardare avanti e rassicurare la cittadinanza: l’ospedale c’è, ha reagito bene agli scossoni mediatici e siamo pronti a continuare a scrivere la storia della sanità campana».
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L’Ospedale Monaldi inaugura quindi il nuovo reparto Trapianti di cuore e procedure innovative in cardiochirurgia, progettato per concentrare in un unico ambiente assistenziale le diverse fasi del percorso del paziente cardiopatico complesso, dalla preparazione al trapianto alla chirurgia, fino alla gestione intensiva e subintensiva successiva all’intervento.
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La nuova struttura, situata al quarto piano dell’ospedale Monaldi, dispone di sei posti letto di degenza subintensiva, organizzati in camere singole e dotati delle apparecchiature necessarie al monitoraggio e all’assistenza di pazienti ad alta complessità. All’interno della nuova area è stata realizzata una sala operatoria dedicata, progettata secondo i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi previsti per l’attività trapiantologica dalla normativa nazionale.
Una Terapia intensiva dedicata con sei posti letto completa il reparto, con due posti di isolamento aggiuntivi, destinati in particolare alla gestione del paziente trapiantato o di pazienti che presentino condizioni infettive che richiedano un percorso assistenziale separato.
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Il paziente, grazie alla nuova struttura, verrà seguito nelle diverse fasi del percorso trapiantologico all’interno di spazi dedicati, coerentemente con il modello della Rete nazionale Trapianti, fondato sulla continuità della presa in carico nelle fasi pre-trapianto, trapianto e post-trapianto.