Torre Annunziata: beni confiscati, interesse per tre immobili
Il dossier sui beni confiscati è tra i primi fronti concreti aperti dal commissario straordinario Gianfranco Tomao a Torre Annunziata.…
«Se il bene funziona, il bene resta a chi lo fa funzionare. Chi dice ai bambini che stanno qui dentro che domani chiudiamo perché sono passati vent’anni? Non si può fare». Queste le parole di Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare Antimafia, intervenendo a Napoli per l’inaugurazione del nuovo laboratorio di cucina della fondazione ‘A Voce d’e Creature’, guidata da don Luigi Merola, all’interno di una struttura sottratta alla camorra in via Piazzolla.
Torre Annunziata: beni confiscati, interesse per tre immobili
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Un’occasione non solo celebrativa, ma utile per fare il punto su un tema fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata: l’efficienza nel riutilizzo sociale dei patrimoni sequestrati. Colosimo ha annunciato l’intenzione di lavorare a proposte per facilitare il riutilizzo degli immobili sottratti alla criminalità organizzata, anche superando i vincoli temporali delle concessioni.
“Ci sono cose che non possono restare come sono”, ha spiegato Colosimo, sottolineando la necessità di rendere più agevole l’accesso ai finanziamenti per il recupero delle strutture abbandonate, richiede maggiore elasticità nella gestione di alcuni fondi, i quali, sottolinea, non devono essere per forza fondi comunali.
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Colosimo ha indicato l’esperienza di don Luigi Merola come esempio di collaborazione tra pubblico e privato: “Quello che ha messo in campo don Luigi qui è un esempio virtuoso, perché non è che per forza dobbiamo accomodarci sullo Stato. Se riusciamo a fare un partenariato pubblico-privato, ovviamente è più facile”.Colosimo ha affrontato anche il tema degli immobili confiscati non recuperabili, citando la demolizione di Palazzo Fienga, ex fortino del clan camorristico Gionta a Torre Annunziata.
“Alcune strutture si devono abbattere, quando non sono riutilizzabili e se non sono richieste da nessuno.”Don Luigi Merola, afferma che: “È necessario cambiare la legge sui beni confiscati, che è di vent’anni fa. Bisogna aggiornarla, fare in modo che ci sia un fondo per chi gestisce i beni confiscati”.
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“Non basta più il privato – ha spiegato – perché il privato oggi ti può aiutare, domani sta in crisi e non ti può aiutare. Deve essere lo Stato che mette a disposizione delle risorse per andare avanti, altrimenti rischiamo di doverci inginocchiare sempre davanti a tutti. Invece la nostra dignità è che ci dobbiamo inginocchiare solo davanti a Dio”.