Castellammare | Il centrosinistra si compatta, patto tra Pd, 5 stelle e Avs
Un patto per uscire dallo smarrimento e ripartire dopo il drammatico strappo democratico. A pochi mesi dallo scioglimento dell’amministrazione comunale per infiltrazioni mafiose — il secondo consecutivo nel giro di pochi anni —, le forze politiche e civiche del campo progressista e riformista si sono riunite da remoto per tracciare una linea di confine netta con il passato e costruire un percorso comune per il futuro di Castellammare di Stabia. Al tavolo virtuale si sono ritrovati i rappresentanti locali di Pd, Movimento 5 Stelle, Europa Verde, Sinistra Italiana, Per, Psi, Democratici e Progressisti e Italia Viva.
Una coalizione ampia che punta ad aprirsi al civismo sano del territorio per avviare una stagione di profonda riflessione e di riscatto morale.La situazione in città resta complessa e delicata. Il vuoto istituzionale rischia di allontanare ulteriormente i cittadini dalla politica, ma per i partiti d’opposizione è il momento di un cambio di passo radicale: «Due scioglimenti consecutivi in pochi anni hanno provocato una ferita profonda tra cittadini e istituzione comunale e necessitano di una profonda riflessione e di un’azione conseguente perché non si ripeta mai più questa onta», denunciano congiuntamente le forze politiche.
«La camorra continua ad avere un peso enorme nella vita politica, culturale ed economica della città: non è accettabile alcuna sottovalutazione».L’obiettivo immediato è creare un canale di confronto costante con la Commissione straordinaria che sta guidando l’ente cittadino, coordinandosi con la rappresentanza parlamentare del territorio e aprendo alle parti sociali e all’associazionismo.
In ballo ci sono le scelte strategiche del futuro e l’intercettazione dei fondi del Pnrren, del Cis e delle risorse europee. «Oggi è il tempo dell’ascolto, non dei singoli personalismi, mettendosi al servizio di una comunità che chiede risposte immediate», evidenziano i rappresentanti della coalizione.Diversi i nodi sul tavolo che non possono attendere: dal futuro delle Antiche Terme e delle Sorgenti a Fincantieri, passando per il rilancio del Centro Antico, del quartiere Savorito, la lotta al dissesto idrogeologico, l’appalto rifiuti, la sicurezza, l’emergenza casa e la definizione di strumenti chiave come il Puc e il Prg del Porto.
Sullo sfondo resta l’accesa polemica contro le politiche economiche del governo nazionale, ritenute responsabili del forte impoverimento del Mezzogiorno: «Siamo nel pieno di una crisi economica e sociale che non ha precedenti. Le proteste di queste ore sono figlie dell’immobilismo di chi governa. Le immagini degli scaffali vuoti e delle pompe di benzina a secco raccontano il fallimento di queste politiche».Da qui l’appello finale all’unità: «È il momento di fare squadra, di metterci assieme nel rispetto dell’identità di ciascuna forza politica per una coalizione forte che sappia aprire al civismo sano. Abbiamo un anno intenso di lavoro e la città non può rimanere orfana di iniziative».

