Castellammare. Democratici e Progressisti: «Ora i fondi per il porto»
L'APPELLO
26 ottobre 2026
L'APPELLO

Castellammare. Democratici e Progressisti: «Ora i fondi per il porto»

Stanziati quasi 400 milioni gli scali portuali in Italia
Tiziano Valle

I riflettori si riaccendono sul futuro marittimo di Castellammare di Stabia. Il recente via libera del Cipess allo stanziamento di 357,6 milioni di euro dal Fondo per le infrastrutture portuali — misura che interessa direttamente l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale — riapre con forza il dibattito sulle prospettive e sullo sviluppo dello scalo stabiese.

La questione politica

Un’opportunità imperdibile per il territorio, ma che richiede una svolta immediata nella gestione politica e amministrativa delle risorse. A sollevare con decisione la questione è la forza politica dei Democratici e Progressisti, che chiede la fine di una stagione di marginalità per lo scalo cittadino. «Castellammare non può più essere spettatrice», denunciano con chiarezza i rappresentanti del gruppo, evidenziando il rischio che la città rimanga ancora una volta esclusa dalle decisioni chiave che determineranno la crescita strategica dell’intero sistema portuale regionale.

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Lo scalo dimenticato

Il nodo centrale risiede nella governance dell’ente. «Nel Comitato di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale, Castellammare è assente, mentre Napoli e Salerno sono ampiamente rappresentate», incalzano i Democratici e Progressisti. Si tratta di «una situazione che non può essere ignorata, soprattutto in una fase in cui si apre una nuova programmazione e si rendono disponibili risorse importanti per il rilancio delle infrastrutture portuali».

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La necessità dei finanziamenti

Senza una voce in capitolo, il pericolo è che «il porto stabiese continui a pagare il prezzo dei ritardi accumulati e delle scelte compiute negli anni, senza riuscire a esprimere appieno le proprie potenzialità». Ora, però, si presenta un’occasione decisiva per cambiare rotta. «Oggi si apre una strada che deve essere percorsa fino in fondo: occorre risistemare il porto, restituirgli prospettive concrete e dotarlo di infrastrutture strategiche, a partire dal bacino».

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Investire sulla cantieristica

La chiave di volta risiede nella cantieristica: «Il rilancio dei cantieri navali può rappresentare un’occasione importante per costruire un progetto nuovo, capace di valorizzare la tradizione produttiva e marittima della città e di creare nuove opportunità di sviluppo». Il messaggio finale è un appello diretto alle istituzioni nazionali e regionali per un’inversione di marcia repentina.

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L’appello a Governo e Regione

«Il Governo faccia sul serio e mantenga gli impegni assunti. Castellammare ha bisogno di risposte, investimenti e tempi certi, non di ulteriori rinvii». Ma la chiamata in causa non risparmia neanche gli enti locali: «Anche la Regione Campania deve finalmente intervenire e assumere un ruolo attivo in questa vicenda. Il futuro del porto stabiese non può essere lasciato in secondo piano: è necessario aprire una nuova pagina per Castellammare di Stabia».