Scavi di Pompei, rinasce la Casa di Marco Fabio Rufo: 1,4 milioni da un mecenate
Una domus romana sospesa sul precipizio della storia, ispirata direttamente ai palazzi imperiali di Roma, si prepara a riaprire le…
L’intelligenza artificiale usata per creare falsi storici sulle vittime di Pompei fa scattare l’allarme nel Parco Archeologico. L’istituzione ha sollevato un grido d’allarme di fronte al proliferare di contenuti fuorvianti generati con algoritmi e diffusi sui social network, anche abbinati a raccolte di denaro online. Una deriva digitale che rischia di compromettere la verità storica e il rispetto per i defunti. La vicenda ha spinto la direzione del sito ad avviare le dovute verifiche e ad aprire un confronto formale con le istituzioni accademiche per fare chiarezza sulla correttezza etica di simili condotte sul web.
Scavi di Pompei, rinasce la Casa di Marco Fabio Rufo: 1,4 milioni da un mecenate
Una domus romana sospesa sul precipizio della storia, ispirata direttamente ai palazzi imperiali di Roma, si prepara a riaprire le…
Il commento di Zuchtriegel
Sulla vicenda il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, è intervenuto con durissima chiarezza: «Il Parco archeologico ha recentemente adottato delle linee guida per l’esposizione dei calchi delle vittime dell’eruzione. È davvero sconcertante, anzi direi ripugnante, vedere al tempo stesso un uso completamente fuorviante e irresponsabile dell’intelligenza artificiale per creare immagini e racconti delle vittime di Pompei sui social. L’ultimo caso riguarda un post Instagram, su un profilo intestato a un professore di chimica dell’Università di Napoli “Federico II”, che parla della casa del Bracciale d’oro. È completamente fake: l’immagine è fatta con IA, il testo si legge come fatto dall’IA. In più, questa attività, che stento a chiamare di promozione culturale, perché è l’esatto contrario, è connessa alla generazione di introiti economici tramite un portale di raccolta fondi. Abbiamo scritto all’Università per avere un’interlocuzione, vorremmo capire se una cosa del genere è conciliabile con il codice etico di un Ateneo così importante. Più in generale, crediamo che sia importante avviare una riflessione condivisa su come l’IA possa essere usata per fare dei progressi culturali, sociali ed economici, anziché condurre verso una nuova forma di povertà culturale ed educativa, come nel caso citato».
Pompei, nella Casa delle Nozze d’Argento le antiche varietà di mele coltivate negli scavi
L’antico cuore verde di Pompei torna a produrre i suoi frutti storici, trasformando i giardini della Regio V in un…
La riflessione sulla tecnologia
Il direttore ha poi ampliato la riflessione sul valore pedagogico e formativo della tecnologia: «Credo che si tratti di un problema trasversale, anche perché recentemente sento dai miei figli che anche a scuola l’uso dell’IA si diffonde e che ci sono professori che non cancellano nemmeno le domande ChatGPT sui materiali che danno agli alunni. È chiaro che urge un dibattito ad ampio raggio sulla direzione in cui stiamo andando a livello culturale e pedagogico in questo momento di grande trasformazione. Non si tratta di condannare l’IA, anzi: il Parco archeologico di Pompei sta sperimentando l’uso di strumenti di IA per la ricerca, per la valorizzazione, per la sicurezza e per il monitoraggio del patrimonio, ma ritengo che sia importante che tutto ciò si svolga in una cornice etica che nel caso citato sembra venir meno del tutto».
Tutela e ricerca scientifica
La tutela del patrimonio si fonda sul rispetto storico e umano. La Casa del Bracciale d’Oro, esplorata tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento, ha restituito i resti di diverse vittime, tra cui due adulti e due bambini di cui furono realizzati i calchi in gesso con la tecnica ottocentesca. Tali reperti sono esposti dall’11 marzo scorso nella Palestra Grande all’interno di un percorso che coniuga finalità didattiche e rispetto per i defunti, regolato da apposite linee guida approvate dal Comitato Scientifico e dal Consiglio di Amministrazione. A riprova di un uso virtuoso della tecnologia, il Parco ha inoltre realizzato con l’Università di Padova e il Laboratorio Digital Cultural Heritage la ricostruzione digitale della fuga di un uomo durante l’eruzione, basandosi unicamente su evidenze archeologiche scientifiche.